Fondi anti-coronavirus, i presidenti Ue si riuniscono. Ma senza quello italiano

Meeting tra Commissione, Consiglio, Bce ed Eurogruppo per trovare un'intesa dopo lo scontro su coronabond e Mes. Dal tavolo escluso il rappresentante dell'Eurocamera Sassoli, che nei giorni scorsi aveva attaccato "la miopia e l'egoismo di alcuni governi"

Da sinistra Charles Michel, Ursula von der Leyen e David Sassoli

Al termine del vertice dei capi di Stato e di governo dell'Ue della scorsa settimana, dinanzi alla frattura sempre più profonda tra Italia e Spagna da un lato e Germania e Olanda dall'altro, i leader avevano affidato all'Eurogruppo il compito di trovare una soluzione per ricomporre le divisioni tra pro-coronabond e pro-Mes. Il premier iberico Pedro Sanchez aveva invece proposto di allargare il tavolo di lavoro a Bce, Commissione, Consiglio e Parlamento. Ma l'idea non era piaciuta alla cancelliera Angela Merkel. Alla fine, si è trovata una via di mezzo: tavolo allargato, ma senza una istituzione, l'Eurocamera.

Il motivo di questa esclusione non è chiaro. Al tavolo dei negoziati si sono presentati i presidenti del Consiglio europeo Charles Michel, della Bce Christine Lagarde, della Commissione Ursula von der Leyen e dell'Eurogruppo Mario Centeno. Mancava invece, perché a quanto pare non invitato, il presidente del Parlamento David Sassoli. Solitamente, quando l'Ue si affida a questo tipo di formati per prendere delle decisioni importanti, i presidenti sono 5, data anche l'importanza dell'unica istituzione europea direttamente eletta dai cittadini, il Parlamento per l'appunto. Per esempio, il formato dei "cinque presidenti" è già stato usato negli anni scorsi per l'elaborazione delle proposte sul cosiddetto "approfondimento" dell'Unione economica e monetaria.

Perché allora non invitare Sassoli? Un motivo potrebbe essere la posizione espressa dall'esponente del Pd in merito allo scontro su coronabond e Mes. Nei giorni scorsi, Sassoli aveva criticato "la miopia e l'egoismo di alcuni governi", con un riferimento chiaro a Germania e Olanda. E dopo essersi espresso a favore di strumenti di debito comuni, quindi dei coronabond, aveva bacchettato la presidente von der Leyen per aver definito "sologan" questo tipo di strumenti.

Un altro motivo dell'esclusione di Sassoli potrebbe essere dovuta a una questione di equilibri geografici e tra le principali famiglie politiche europee: Michel è belga e liberale, von der Leyen è tedesca e popolare, Centeno è portoghese e socialista, Lagarde è francese e popolare.  I 4, per provenienza geografica e politica, garatirebbero un maggiore equilbrio tra i due fronti dello scontro di quello che vi sarebbe stato con la presenza di un socialista italiano. 

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E' una ipotesi che fa il pari con quanto ricostruito dal quotidiano spagnolo El Pais, secondo cui alla proposta del premier Sanchez di riunire i 5 presidenti per trovare una soluzione alle misure Ue contro la crisi economica provocata dal coronavirus, la cancelliera Merkle s era opposta con un secco "nein". Un 'no' che la cancelliera, sempre secondo il resoconto pubblicato da El Paìs, davanti alla domanda di Sanchez ("Angela, come è possibile che non ti fidi di un'informativa elaborata dalle nostre istituzioni?") avrebbe motivato così: "Perché proporrebbe delle cose su cui non posso impegnarmi". E se "quello che state aspettando sono i coronabond - avrebbe detto Merkel a Giuseppe Conte - non arriveranno mai. Il mio Parlamento non lo accetterebbe".

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