Sui conti l'Ue è troppo buona con l'Italia. Gli esperti di Bruxelles criticano Juncker

L'European Fiscal Board afferma che la Commissione avrebbe dovuto aprire una procedura d'infrazione per il deficit eccessivo del nostro Paese

La Commissione Europea è stata di manica larga con l'Italia per quanto riguarda i conti del 2018, mentre avrebbe dovuto aprire una procedura di infrazione.

Il rapporto

È quanto ritiene l'European Fiscal Board, organo consultivo della Commissione, che lamenta che "una procedura per deficit eccessiva basata sul debito non è stata aperta per l'Italia nonostante il suo chiaro allontanamento dal percorso di aggiustamento richiesto" dal Patto di Stabilità e Crescita. Nel suo rapporto annuale 2019 l'Efb lamenta che l'esecutivo comunitario per l'Italia “non ha proposto misure correttive, malgrado la deviazione significativa del Paese e il mancato rispetto del parametro del debito nel 2018”, e che “contrariamente alla prassi del passato, un impegno da parte del governo è stato usato come argomento per non lanciare una procedura per deficit eccessivo".

Deviazione significativa

Nel caso dell'Italia, "i dati finali per il 2018 hanno mostrato una deviazione significativa dal percorso raccomandato di aggiustamento verso l'obiettivo di medio termine, anche dopo aver tenuto conto del margine discrezionale. In più l'Italia non ha rispettato il parametro di riduzione del debito per il 2018, ai sensi del patto di stabilità". Il 5 giugno scorso, ricorda ancora l'organismo, "la Commissione ha diffuso un rapporto ex articolo 126.3 per l'Italia, il sesto da quando l'Italia ha corretto il suo deficit eccessivo nel 2013". Secondo i dati notificati nell'aprile del 2019, "il rapporto debito/Pil è aumentato nel 2018, raggiungendo il 132,2%", cosa che indicava "una chiara violazione del parametro di riduzione del debito". Eppure, ricorda ancora l'Efb, "dopo aver esaminato altri fattori rilevanti, incluso il mancato rispetto del percorso raccomandato di aggiustamento verso l'obiettivo di medio termine, il rapporto ha concluso che l'apertura di una procedura per deficit eccessivo non era giustificata".

Crescita del Pil sovrastimata

Il nostro Paese, sottolinea ancora l'Efb, è stato tra quelli che hanno sovrastimato la crescita nominale del Pil per il 2018, insieme a Danimarca e Spagna, "principalmente" a causa di un deflatore del Pil "più basso che in passato". Il piano di bilancio pluriennale del nostro Paese, rileva l'Efb, "era basato su proiezioni di crescita del Pil eccessivamente ottimistiche", cosa che "sembra essere una caratteristica ricorrente dei piani di bilancio italiani, cosa notata anche da istituzioni finanziarie internazionali e sottolineata nei nostri rapporti precedenti".

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