Juncker 'snobba' Conte: "Non sarà al dibattito di Strasburgo con il premier"

Lo ha annunciato un portavoce della Commissione europea: "Questioni di agenda". Ma c'è chi pensa a un legame con le tensioni diplomatiche tra Francia e Italia

Semplice questione d'agenda o un "messaggio" al governo gialloverde dopo le polemiche sulla manovra e le più recenti tensioni sull'asse Roma-Parigi? Quale che sia la ragione, è ormai certo che il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker non sarà presente al dibattito in aula all'Europarlamento sul futuro dell'Ue, in cui il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte è invitato a parlare come ospite d'onore, martedì prossimo a Strasburgo.

Lo ha annunciato oggi a Bruxelles un portavoce della Commissione europea, Alexander Winterstein, aggiungendo che al posto di Juncker sarà presente al dibattito il vicepresidente della Commissione Jirki Katainen, uno dei cosiddetti "falchi" di Bruxelles, in passato tra i più strenui oppositori delle richieste italiane di maggiore flessibilità sui conti.

Non è la prima volta che Juncker "snobba" un leader europeo a Strasburgo: era successo al premier olandese Mark Rutte e a quello polacco Mateusz Morawiecki. Il primo caso non aveva colpito più di tanto, dal momento che sono noti i buoni rapporti tra Rutte e Juncker. Nel secondo, invece, qualcuno aveva sollevato dubbi sulle ragioni dell'assenza, dato che la Polonia è da tempo in rotta con Bruxelles per le sue leggi sullo stato di diritto (con tanto di procedura d'infrazione aperta).  

Dubbi che cominciano a circolare anche su Conte. Alimentati anche dalle motivazioni più che vaghe fornite dalla Commissione: durante il briefing con la stampa di mezzogiorno, il portavoce ha eluso le ripetute domande dei giornalisti sulle ragioni dell'assenza di Juncker, e su suoi eventuali appuntamenti che gli impediranno di partecipare al dibattito in aula, limitandosi a dire che il presidente della Commissione "ha molte altre cose da fare e dossier da studiare". Il portavoce ha aggiunto che nell'assenza di Juncker "non c'è niente di particolare: a volte partecipa a volte no", e che "non c'è nessuna intenzione cospirativa, nessun segnale" da interpretare.

Ma nei giorni delle tensioni diplomatiche tra Francia e Italia, sarà difficile fermare i più maliziosi dal pensar male.  

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