Nell'Ue dieci giorni di congedo obbligatori per tutti i neo-papà e due mesi facoltativi

Le nuove regole comunitarie approvate in via definitiva dal Parlamento europeo. Gli Stati hanno tre anni per mettersi in regola

Che il fiocco sia rosa o azzurro per i neo-papà europei c'è una buona notizia: da adesso in poi avranno almeno dieci giorni di congedo parentale retribuito come l'indennità di malattia. Lo ha voluto l’Europa, che ha rivisto le regole e approvato in via definitiva la nuova direttiva in materia. Decisivo il voto del Parlamento europeo, che con il suo ultimo via libera ha permesso l’adozione delle nuove misure, che entreranno in vigore dopo venti giorni dalla pubblicazione su gazzetta ufficiale. Da quel momento tutti gli Stati membri dell’Ue avranno tre anni di tempo per mettersi in regola.

Dieci giorni minimi per tutti

Dunque, tra tre anni al più tardi ogni neo-papà all’interno dell’Ue avrà diritto ad almeno 10 giorni lavorativi di congedo di paternità retribuito nei giorni vicini alla nascita. Tale congedo dovrà essere pagato ad un livello non inferiore all'indennità di malattia. Che succede in pratica? Solo per fare un esempio, attualmente in Italia la durata del congedo obbligatorio per il padre è di 5 giorni, più un giorno facoltativo previo accordo con la madre e in sua sostituzione. Quindi si raddoppia il periodo di assenza dal luogo di lavoro. Questa regola si applica anche al secondo genitore equivalente, “se riconosciuto dalla legislazione nazionale”.

Due mesi di congedo complessivo

Oltre ai 10 giorni obbligatori retribuiti per tutti, i deputati europei hanno previsto due mesi di congedo parentale “non trasferibile e retribuito”. Si tratta di un diritto individuale, riconosciuto al fine di creare le condizioni adeguate per una distribuzione più equilibrata delle responsabilità. A differenza dei dieci giorni, che sono obbligatori, il periodo successivo è però facoltativo. I neo-papà potranno usufruirne qualora la madre torni al lavoro prima del termine del suo periodo di congedo. C’è dunque una cura del neo-nato garantita dall’alternanza mamma-papà. Il Parlamento europeo ha del resto riconosciuto che “le donne sono particolarmente svantaggiate perché ancora troppo spesso grava su di loro la responsabilità di prendersi cura di figli” e altri familiari. Da qui l’esigenza di alleviare il carico, con le nuove regole.

Congedi anche per familiari in stato di bisogno

Le misure per facilitare la conciliazione tra lavoro e vita di famiglia prevedono altre novità. Gli Stati membri devono offrire cinque giorni all'anno di congedo retribuito per i lavoratori che prestano assistenza personale a un parente o a una persona alle prese con gravi problemi di salute e che vive nella stessa famiglia. Dato che il ‘permesso’ dure solo cinque giorno, è stato stabilito che per aiutare le persone in stato di particolare attenzione si debba garantire flessibilità professionale, dove possibile. Vuol dire la possibilità di lavorare da casa, a distanza, a determinati turni orari. Genitori e prestatori di assistenza dovranno fare richiesta ai datori di lavoro, che l’esamineranno tenendo conto “non solo le proprie risorse, ma anche le esigenze specifiche di un genitore di figli con disabilità, o una malattia di lunga durata, e dei genitori soli”.

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