Altro che Francia o Germania, la Commissione Ue è soprattutto a guida italo-belga

Siamo secondi per numero di funzionari nell'esecutivo comunitario, un 'patrimonio' che non viene sfruttato appieno

© European Union

Commissione europea a guida tedesca? Sono in molti a pensare che la Germania influenzi il funzionamento e le decisioni dell’esecutivo comunitario, e che la Francia, grazie alla sintonia politica, contribuisca ad un’Europa di stampo franco-tedesco. Merito anche di funzionari europei con queste due nazionalità, che controllerebbero il palazzo.

Dietro queste speculazioni però ci sono altre verità. E la verità è che numeri alla mano l’esecutivo comunitario più che essere franco-tedesco al massimo potrebbe definirsi italo-belga. Belgio (5.060) e Italia (3.389) sono gli Stati membri che vantano il numero più elevato di funzionari presenti all’interno dell’istituzione. Un patrimonio che dimostrerebbe l’incapacità dell’Italia di sfruttare appieno le risorse che ha nei palazzi del potere.

Gli italiani ricoprono tra l'altro posizioni non indifferenti. I molti consiglieri della Commissione e del Servizio per l’azione esterna sono italiani. Non solo. A livello apicale l’Italia può vantare Marco Buti a capo della direzione generale per gli Affari economici, oltre ai capi dipartimento Roberto Viola (Digitale), Mauro Petriccione (Clima) e Stefano Manservisi (Sviluppo). A questi si aggiungono i vice-direttori generali Silvano Presa (Bilancio) e Sandra Gallina (Commercio). Tutte figure di riferimento per i governi in caso di problemi.

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Questa situazione però sta per finire. Perché le persone citate sono ormai prossime alla pensione. Manservisi, Buti e Petriccione hanno già raggiunto l’età pensionabile che è di 61anni per coloro che hanno iniziato a lavorare nelle istituzioni europee prima del 2004. Viola, Presa e Gallina poi sono tutti vicini ai 60 anni. L’Italia dovrà quindi affrettarsi a reinventarsi in Commissione europea, e sfruttare il potenziale offerto dalle quote riservate loro nel palazzo finché può.

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