"Il gruppo europeo Lega-M5s è una bufala, noi alternativi a destra e sinistra"

Intervista all'eurodeputato 5 stelle e vicepresidente del Parlamento Ue, Fabio Massimo Castaldo: "Mai con chi propone ricette tanto vecchie quanto inadatte a raccogliere la sfida di ricostruire un progetto comunitario credibile e solidale"

Fabio Massimo Castaldo, ieri il leghista Borghi ha avanzato la proposta di un asse comune con i 5 stelle al Parlamento europeo. E oggi, su Repubblica, si parla addirittura di un'offerta da parte di Salvini: un unico gruppo parlamentare a Strasburgo con Lega e M5s. E' un'ipotesi realizzabile?

No. Abbiamo prontamente smentito ieri Borghi e Repubblica fa solo disinformazione paventando uno scenario che non è e non è mai stato sul tavolo. A Roma abbiamo presentato il Manifesto con dei punti programmatici e le forze politiche europee che con noi intendono realizzarlo. Il Movimento 5 Stelle è una forza post ideologica che ha un progetto alternativo alla destra e alla sinistra, proprio quei gruppi maggiormente responsabili dello stallo e dei fallimenti di questi anni a livello europeo. Non esiste e non è mai stata presa in considerazione l’idea di entrare nel gruppo di chi propone ricette, a nostro avviso, tanto vecchie quanto inadatte a raccogliere la sfida di ricostruire un progetto europeo credibile e solidale. 

Dalle proiezioni elaborate in settimana dal Parlamento europeo sulla base dei sondaggi nazionali, emerge che 3 dei 4 partiti che hanno aderito al manifesto M5s per l'Europa non avrebbero i numeri per fare eleggere loro rappresentanti a Strasburgo. Questa situazione vi preoccupa? 

Ricordo bene che nel 2012 i sondaggi ci davano all’1%: pochi mesi dopo prendemmo il 25%. Resto quindi molto fiducioso e sa perché? Perché il nostro gruppo è fondato sui valori della democrazia diretta, la forma più moderna e autentica di coinvolgimento dei cittadini nella gestione della res pubblica. Grazie alla rete, grazie alle nuove tecnologie e all’e-democracy, i cittadini hanno capito che possono decidere con la loro testa, senza concedere deleghe in bianco a chi risponde poi a lobby e interessi opachi. Noi siamo in sintonia con i tempi che viviamo. Fra i nostri alleati ci sono molte forze politiche appena nate, che stanno colmando una distanza crescente tra eletti ed elettori presente in molti paesi, cambiando il paradigma di questa interazione, proprio come abbiamo fatto noi in Italia. E siamo sicuri che i cittadini europei apprezzeranno questo segno di discontinuità. 

In questi 5 anni, il M5s ha lavorato sui testi legislativi del Parlamento riuscendo in molti casi ad essere determinante e a collaborare con forze politiche che non fanno parte del vostro gruppo ma che condividono con voi determinate battaglie. Penso ai Verdi per esempio. Come mai, nonostante cio', per il M5S è difficile trovare intese più strette con queste forze?

Il progetto dei Verdi è di matrice chiaramente partitica e sicuramente non post-ideologico, nonché saldamente dominato dalla delegazione dei Verdi tedeschi. Parliamo in ogni caso di un gruppo “storico” del Parlamento Europeo, ben aduso a tutte le sue dinamiche: con loro abbiamo condiviso diverse battaglie e siamo pronti a continuare un dialogo costruttivo e proficuo, così come con tutti gli altri gruppi sui singoli temi, ma in termini di alleanze procediamo congiuntamente sul nostro progetto. Lei ha citato giustamente le tante battaglie condotte dal Movimento 5 stelle nei 5 anni trascorsi al Parlamento europeo. Mi vengono in mente la relazione sul reddito minimo, la direttiva antiriciclaggio o il regolamento procedure che taglierà i tempi delle domande di asilo combattendo alla radice gravi episodi di corruzione come quello di Mafia Capitale. Questi sono tutti successi, azioni reali che dimostrano che negli ultimi cinque anni siamo stati determinanti e nella prossima legislatura lo saremo ancora di più. C’è molto da fare: siamo pronti a rimetterci al lavoro.

Tornando ai sondaggi, se si votasse oggi la Lega porterebbe una pattuglia di deputati a Strasburgo più numerosa della vostra. Questo potrebbe incidere sulle scelte di governo a livello Ue? Mi riferisco in particolare alla scelta del prossimo commissario europeo italiano.

Vedremo se sarà così. Prima delle elezioni del 4 marzo i sondaggi ci davano al 27% e poi invece abbiamo superato il 33%. Il prossimo Commissario europeo, che verrà scelto dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte con il consenso delle due forze politiche che compongono la maggioranza, sarà solo un tassello del cambiamento che i cittadini richiedono da tempo. Le scelte di governo dell’Ue cambieranno perché ci sarà una nuova maggioranza al Parlamento europeo e ci saranno tante forze nuove che entreranno per la prima volta o si rafforzeranno. 
 
A proposito di commissario Ue, la Lega ha delineato un identikit ben preciso: il commissario italiano dovrà avere un portafoglio economico. Siete d'accordo? Qual è il vostro identikit?

Più che di nomi vorrei che si parlasse di caratteristiche: è necessario che oltre a competenza ed esperienza sia una persona veramente scevra da conflitti di interesse, con la coerenza e la determinazione necessarie per compiere le scelte coraggiose di cui l’Europa ha bisogno. Per noi debbono prevalere competenza e merito, sempre.

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