Case fredde e bollette bollenti: in Italia una famiglia su sette non riesce a riscaldare casa. E i morti aumentano

I dati dell'Osservatorio europeo sulla povertà energetica inchiodano il Belpaese: il 14,6 delle famiglie non ha un riscaldamento adeguato. E i morti in inverno sono il 14% in più della media annuale. Una delle cause il peso delle bollette, siamo tra i paesi Ue con il gas ed elettricità più cari

LUCA ZENNARO/ANSA/TO

Scaldare la casa in inverno? Un'impresa per il 14,6% delle famiglie italiane, incapaci di mantenere la propria casa riscaldata in maniera adeguata. E la povertà energetica si paga in termini di vite umane. I mesi invernali fanno infatti registrare in Italia un'impennata nella percentuale dei decessi: un più 14% rispetto alla media annuale, uno dei peggiori risultati in Europa. A presentare i dati è l'Osservatorio Ue sulla povertà energetica, un'iniziativa lanciata da Bruxelles per raccogliere e comparare i dati in tutti gli Stati membri sui differenti aspetti dell'accesso all'energia. 

E i dati inchiodano l'Italia. Il Belpaese, pur non essendo maglia nera in nessuna categoria, si piazza in fondo a quasi tutte le classifiche, esclusa quella poco lusinghiera dell'aumento dei decessi in inverno, in cui siamo in settima posizione. 

Case fredde e bollette bollenti

Se le case sono fredde è anche perché le bollette sono bollenti: a spiegare una parte del problema concorrono, infatti, i prezzi dell'energia. Insieme all'Irlanda, abbiamo la terza elettricità più cara della Ue, dietro a Danimarca e Germania, mentre sul gas andiamo sempre in terza posizione, questa volta a braccetto con la Spagna e dietro a Svezia e Portogallo. Non un caso, forse, che ben il 9,1% delle famiglie italiane abbiano avuto problemi negli ultimi mesi a pagare le bollette dell'energia.

L'Italia è inoltre tra i Paesi con la più alta percentuale di abitazioni umide, con perdite e riparazioni da fare a tetti e infissi (23%, sesta su 28). 

Commissione Ue: "Povertà energetica nel 2018 è inaccettabile"

"La povertà energetica è una questione che riguarda tutti i nostri Stati membri, anche quelli più grandi e che stanno meglio e tutto ciò, ancora nel 2018, è un problema inaccettabile, che riduce l'inclusione sociale e aumenta i problemi di salute", il commento del vicepresidente della Commissione Ue all'unione dell'energia Maros Sefcovic snocciolando i dati dell'Osservatorio.

L'Osservatorio ha come obiettivo non solo quello di raccogliere i dati, renderli comparabili e metterli a disposizione dei decisori politici, ma anche di fungere da piattaforma per governi, regioni ed enti locali per condividere le loro esperienze e lavorare a soluzioni condivise.

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