Casaleggio presenta a Bruxelles la cittadinanza digitale. E critica Platone

Il M5s chiede all’Eurocamera di riconoscere il “diritto fondamentale” all’identità e partecipazione sul web. Castaldo: “Importante farlo prima della Brexit per tutelare anche i britannici”

C'era anche Platone nella dissertazione storica con cui Davide Casaleggio, presidente dell’associazione Rousseau, ha presentato al Parlamento europeo il “diritto fondamentale alla cittadinanza digitale”, proposto dai deputati pentastellati. “Con l’evoluzione tecnologica i diritti cambiano, evolvono”, ha spiegato il figlio del fondatore del M5s,Gianroberto Casaleggio, che spinge per il riconoscimento dell’identità digitale, che permetta al cittadino di dimostrare di avere “determinate caratteristiche, come essere residente in una città o avere una certa età”. Una sorta di unificazione degli strumenti telematici oggi a disposizione, “dalla posta elettronica certificata, all’account INPS o alla carta d’identità elettronica”, ritenuti troppi e dispersivi da Davide Casaleggio.

L'esempio di Parigi

La figura di primo piano del M5s ritiene necessario questo passaggio per promuovere la partecipazione dei cittadini alle decisioni politiche e amministrative che li riguardano. Fa l’esempio del “bilancio partecipativo di Parigi, con il quale oltre 100mila persona hanno deciso sul 5% del bilancio cittadino”.  Per arrivare alla democrazia diretta che ha in testa Casaleggio, occorre “uscire da questa gabbia di norme che non permettono l’iniziativa che non ascoltano le petizioni dei cittadini europei”. “La diffidenza nei confronti della partecipazione dei cittadini alle scelte importanti - ammette il presidente di Rousseau - è qualcosa che ha attraversato i secoli”.

La teatrocrazia

La mente del M5s si spinge fino a criticare Platone. Riprendendo alcuni scritti del 400 a.C., che evidenziavano l’irritazione del filosofo greco per gli applausi del pubblico al teatro di Siracusa, ha ricordato l’intolleranza di Platone per la “teatrocrazia”. Casaleggio considera “un problema da risolvere” il fatto che ci sia “un’intellighenzia che possa decidere se un’opera teatrale è bella o brutta, se un’iniziativa parlamentare debba essere accettata o meno”.

Nel corso dell’evento al Parlamento europeo di Bruxelles è intervenuto anche il vicepresidente Fabio Massimo Castaldo. Presentando la risoluzione, che verrà proposta alla prossima seduta plenaria dell’Eurocamera, il deputato dei Cinque stelle ha evidenziato l’importanza che il riconoscimento dell’identità digitale arrivi prima dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. “La Gran Bretagna resta uno stato europeo anche se fuori dall’Ue" spiega Castaldo, sostenendo che “se non affermiamo questo diritto adesso, milioni di cittadini che vivono al di là della Manica ne saranno privati”.

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