Addio alle scartoffie, l’Ue interviene per ridurre i moduli cartacei nel trasporto merci

L’intesa approvata a Bruxelles permetterà di risparmiare oltre 100 milioni di ore lavorative all’anno passate a seguire la documentazione. Via libera al flusso digitale di informazioni

Photo by commons.wikimedia.org

Meno carta, più efficienza. Le amministrazioni pubbliche saranno tenute ad accettare documentazione fornita in formato elettronico per tutto quel che concerne il traffico delle merci. Il provvedimento, dapprima adottato dalla Commissione e successivamente concordato con Parlamento e Consiglio Ue, apre dunque le porte al flusso digitale dei dati e delle informazioni necessarie per il regolare movimento delle merci all’interno dell’Unione europea, permettendo alle imprese di risparmiare ore di lavoro e risorse oggi destinate alla compilazione di moduli cartacei. 

Il risparmio

L’addio alle scartoffie nel trasporto merci, secondo le stime ufficiali, farà risparmiare “circa 102 milioni di ore lavorative trascorse ogni anno nella gestione di documenti cartacei” e minori spese per “20-27 miliardi di euro entro il 2040”. È quanto ha dichiarato la Commissione, accogliendo con soddisfazione il disco verde dell'Europarlamento e del Consiglio Ue sul provvedimento.

I passi avanti verso la digitalizzazione

“L'accordo ridurrà gli oneri amministrativi per il settore dei trasporti - prosegue la Commissione - e faciliterà il flusso digitale di informazioni, rendendo il traffico di merci più efficiente e sostenibile”. La commissaria uscente responsabile per i Trasporti, Violeta Bulc, ha dichiarato: “Sono molto felice di aver potuto onorare cinque anni di eccellente collaborazione con il Parlamento europeo e il Consiglio con il raggiungimento di un accordo sull'informazione elettronica nel trasporto di merci”.

“Si tratta - aggiunge la commissaria - di un importante traguardo per la digitalizzazione, che porterà a una maggiore efficienza del trasporto all’interno dell'Ue e di un passo avanti importante nella realizzazione del nostro progetto Carta Zero”, conclude Bulc.

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