Arriva la carta d’identità intelligente, obbligatorie le impronte digitali

I Paesi Ue dovranno sostituire i documenti di riconoscimento con nuove tessere dotate di chip. “Non ci sarà nessun archivio europeo dei dati”, precisa il relatore. Ma cinque Ong si schierano contro: “Violazione della privacy”

Le carte d’identità cartacee della Repubblica Italiana sono destinate a finire nel cassetto dei ricordi o in qualche mercatino di oggetti vintage. Stanno infatti per essere introdotti, a livello comunitario, dei nuovi standard per tutti i documenti d’identità degli Stati Ue. Impronte digitali e foto biometriche saranno obbligatoriamente contenute nelle nuove tessere, che avranno un chip elettronico per la lettura veloce dei dati.

In questo modo Bruxelles spera di scoraggiare l'uso di documenti falsi e porre fine alle varie tipologie di attestati di riconoscimento in circolazione negli Stati membri. Si calcola infatti che ci siano almeno 86 diverse versioni di carte d’identità in Europa e 181 tipi di documenti di soggiorno. In virtù dell’obiettivo di armonizzazione, tutti i nuovi documenti includeranno anche la bandiera azzurra stellata dell’Unione europea.

Ong contro la raccolta delle impronte digitali

Cinque associazioni si sono schierate contro la raccolta di massa di impronte digitali. In una lettera inviata ai parlamentari della commissione Libertà civili, le organizzazioni non governative chiedevano di “respingere” la raccolta di impronte, che costituirebbe “una violazione sproporzionata dei diritti alla privacy e alla protezione dei dati”. “Siamo fermamente contrari - concludevano le cinque sigle - all'idea che la libera circolazione possa essere garantita solo attraverso l'uso di tecnologie di identificazione biometrica”.

Il relatore: nessun rischio per la privacy

Nonostante le preoccupazioni per la privacy e la sicurezza dei dati, il passaggio del provvedimento all’Eurocamera è arrivato con 335 favorevoli, 269 contrari e 21 astensioni. Tra gli italiani, si sono schierati a favore i parlamentari di M5s, Pd e Fi. Astenuti i cinque eurodeputati della Lega presenti in aula. “Apprezzo in particolare - ha detto Gérard Deprez, relatore del provvedimento - la presenza di un simbolo europeo sulle carte d'identità e il riferimento 'cittadino dell'Ue' sui documenti di soggiorno degli oltre 15 milioni di europei residenti in un altro Stato membro”. “Sottolineo che questo regolamento non consente la creazione di una banca dati biometrica europea e non fornisce alcuna base giuridica per crearne una a livello nazionale”, ha detto il liberale belga in risposta alle preoccupazioni legate al rispetto della privacy. 

Lo scambio dei dati tra Stati

Lo scontro tra associazioni in difesa del diritto alla riservatezza e istituzioni Ue potrebbe però essere solo agli inizi. A preoccupare gli attivisti anche il combinato disposto tra la raccolta di dati per le nuove carte d’identità e lo scambio di informazioni tra Stati membri per il controllo dei confini. Due provvedimenti in materia di interoperabilità, che include la condivisione di dati biometrici e impronte digitali, sono già presenti nel calendario della prossima seduta plenaria del Parlamento europeo. Come evidenziato da una recente inchiesta di Report, andata in onda su Rai 3, sono tante le preoccupazioni e le contraddizioni dell’impiego su larga scala di questo tipo di dati.

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