“Tre giorni per mandare un canadair europeo in Portogallo”. Juncker attacca il sistema di protezione civile Ue

Il presidente della Commissione dopo i recenti incendi nella Penisola iberica che hanno provocato oltre 40 vittime. Dato mandato a Stylinides per riformare il meccanismo

Una funzionaria della Protezione civile europea in Portogallo © European Union , 2017 / Source: EC - Audiovisual Service / Photo: Bruno Portela

“Quando domenica mattina c'è un incendio in Portogallo, non possiamo aspettare mercoledi' sera per inviare il primo aereo europeo in aiuto”. La denuncia arriva dall'alto, dal presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, che questa mattina al Parlamento europeo, dopo aver espresso solidarietà alle 41 vittime degli incendi che hanno colpito la scorsa settimana la penisola iberica, ha puntato il dito contro la lentezza delle operazioni congiunte di protezione civile nell'Unione europea.

Il meccanismo non funziona

“Il sistema attuale non funziona al 100 per cento – ha detto Juncker -  E' chiaro, necessario e fondamentale che l'Unione europea vada ad aiutare chi soffre. E per questo ho chiesto al commissario Ue alla Protezione civile Christos Stylianides di presentare entro fine anno una proposta di riforma del sistema”. Sistema che, va chiarito subito, non prevede dei mezzi come i canadair gestiti direttamente da Bruxelles.  
L'attuale meccanismo, infatti, prevede che la Commissione europeoa, attraverso il  Centro di coordinamento della risposta alle emergenze, monitori e coordini gli interventi nelle zone di crisi in Europa e nel resto del mondo. Sono i singoli paesi, di volta in volta, a chiedere l'attivazione del coordinamento. A quel punto, Bruxelles chiede agli altri Stati membri di mettere a disposizione mezzi e e risorse umane per le operazioni di soccorso.
Un meccanismo che, come sottolineato dallo stesso Juncker, conduce spesso a lungaggini e ritardi: per inviare un canadair europeo in Portogallo, solo per citare l'ultimo caso, ci sono voluti tre giorni. 

I rilievi della Corte dei conti Ue

Lo aveva denunciato a inizio anno anche la Corte dei conti europea. “La Commissione, - si legge nella relazione - dovrebbe essere più reattiva nella fase di preallarme al fine di guadagnare tempo e avviare le operazioni successive e dovrebbe migliorare il Sistema comune di comunicazione e informazione in caso di emergenza (CECIS) per potenziarne l’impatto”. Inoltre, scrive ancora la Corte dei conti Ue, ci sono “lacune circa il coordinamento sul terreno e la non molto strutturata sinergia tra le operazioni di protezione civile e quelle di aiuto umanitario”.

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