I camionisti dell'est Europa in rivolta contro le nuove regole Ue sul trasporto su gomma

In Bulgaria è stato incendiato un tir subito dopo l’ok del Parlamento europeo al ‘Mobility package’. Il testo approvato prevede limiti alle consegne consecutive, periodi di riposo obbligatori e un giro di vite sulle società fittizie

©AP Images/European Union

È infuocato, è proprio il caso di dirlo, il clima all’indomani del via libera, da parte dell’Eurocamera, delle nuove regole sui diritti degli autotrasportatori e sul traffico merci su gomma. A Plovdiv, seconda città della Bulgaria, un gruppo di camionisti ha dato fuoco a un tir ricoperto di striscioni con slogan contro le nuove regole. Quasi contemporaneamente a Bruxelles l'europarlamentare polacco Kosma Zlotowski prometteva ricorsi giudiziari sia sul merito delle norme che sulle procedure di approvazione adottate in Parlamento. Ma perché questo astio?

Cosa prevede il Pacchetto mobilità  

Le regole del ‘Mobility package’ approvate dall’Eurocamera in prima lettura riguardano tre ambiti. In primis, ci sono le norme relative ai diritti dei conducenti. Ai camionisti andrà garantito un periodo di riposo obbligatorio nel fine settimana, da trascorrere all’esterno della cabina del camion. Le imprese dovranno organizzare gli orari di lavoro in modo tale che gli autotrasportatori possano tornare a casa almeno ogni quattro settimane. Tale norma viene fortemente combattuta dalle ditte di trasporto bulgare per via della posizione geografica del Paese, estremamente periferica rispetto al resto d’Europa.

Ridurre il lavoro prolungato all'estero

Un secondo pacchetto normativo è volto a reprimere le pratiche giudicate illegali. I deputati intendono sostituire l'attuale limite che si applica al numero complessivo delle operazioni di cabotaggio, ovvero delle operazioni di trasporto in un altro Paese Ue effettuate a seguito di una consegna transfrontaliera, con un limite temporale di tre giorni. Affinché ciò avvenga, andrebbe anche introdotta la registrazione dei passaggi di frontiera tramite i tachigrafi di bordo. Le nuove regole includono anche una sosta obbligatoria di 60 ore, da trascorrere nel Paese d’origine, prima di poter fare altri viaggi transfrontalieri consecutivi, per evitare il fenomeno del cosiddetto “cabotaggio sistematico”.

Il distacco dei lavoratori

All’interno di questo secondo pacchetto si prevede anche un giro di vite sulle società fittizie. Le imprese di trasporto, incluse quelle che si servono di veicoli commerciali leggeri, dovranno svolgere le proprie attività principalmente nello Stato membro in cui sono registrate. Un’ultima parte di regole approvate dal Parlamento di Bruxelles prevede che le norme comunitarie sul distacco dei lavoratori vengano applicate anche ai lavoratori del settore dei trasporti. Ciò comporterà, a detta degli europarlamentari, un minor peso burocratico - attualmente causato dai diversi approcci nazionali - e verrà garantita un'equa remunerazione dei conducenti.

La Bulgaria la più colpita

La Bulgaria sarebbe, a detta di tanti, il Paese più danneggiato dalle nuove regole. Geograficamente lontana dai mercati dell'Europa occidentale, allo stesso tempo vanta un settore dei trasporti ben sviluppato, che rappresenta quasi il 15% del Pil e impiega direttamente oltre 120mila persone con una flotta commerciale di 65mila camion. Concorrenza sleale e business del trasporto merci sono le due facce della stessa medaglia. E tanti altri Paesi dell’Est che adottano lo stesso ‘business model’ non vogliono saperne di adeguarsi ai nuovi standard europei. Con maggioranze variabili, l’Eurocamera ha approvato tutti e tre i pacchetti legislativi, arrivando a una sintesi sulla posizione da tenere nei negoziati con gli Stati membri. Solo dopo questo tavolo di confronto si potrà infatti arrivare a un testo definitivo da votare in aula.

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