Crollo dei migranti irregolari nell'Ue. Soprattutto verso l'Italia

I dati dell'agenzia Frontex mostrano una costante riduzione degli ingressi illegali negli Stati membri dell'Unione. E la rotta del Mediterraneo centrale, che riguarda il nostro Paese, rappresenta adesso solo il 10%

L'invasione, per usare un termine caro a sovranisti e affini, è ormai un lontano ricordo, almeno per numeri complessivi nell'Ue e soprattutto per l'Italia. Dal picco della crisi del 2015 a oggi, infatti, gli ingressi dei migranti irregolari negli Stati membri si sono ridotti del 92%. E la rotta del Mediterraneo centrale, quella che porta principalmente verso il nostro Paese, rappresenta ormai un decimo degli arrivi illegali complessivi. A certificarlo è Frontex, l'agenzia europea per il controllo delle frontiere, che ha presentato i dati preliminari relativi al 2019.

Rispetto all'anno passato, il calo è stato del 6%, dato che conferma il trend al ribasso. In totale, gli ingressi irregolari sono stati poco più di 139mila, il livello più basso dal 2013. La riduzione maggiore si è registrata lungo la rotta del Mediterreno occidentale, dove si sono registrati 24mila ingressi (soprattutto di marocchini e algerini in direzione della Spagna), il 58% in meno. Calo netto (-41%) anche lungo la rotta che porta verso Italia e Malta, quella centrale, che con i suoi 14mila ingressi (tunisini e sudanesi soprattutto). è quella meno battuta in assoluto. 

Diverso il discorso per la rotta del Mediterraneo orientale e dei Balcani occidentali, che sta colpendo in particolare la Grecia. Il Mediterraneo orientale ha visto crescere a partire dalla primavera la pressione migratoria, che ha raggiunto il picco a settembre e poi è iniziata a scendere, secondo l'andamento stagionale. In tutto il 2019, su questa rotta sono stati rilevati oltre 82mila migranti irregolari, circa il 46% in più rispetto all'anno precedente. Sulla rotta dei Balcani occidentali sono state rilevati circa 14mila attraversamenti irregolari, più del doppio rispetto al 2018. Su queste due rotte oltre la metà dei migranti irregolari registrati proveniva da Afghanistan e Siria.

La situazione potrebbe pero' peggiorare qualora dovessero scoppiare nuovi conflitti nelle vicinanze dell'Ue, come in Libia. "Gli sviluppi in Libia sono un fattore importante, che monitoriamo con attenzione, perché potrebbero avere un impatto sulla rotta del Mediterraneo centrale", ha dichiarato il direttore esecutivo di Frontex Fabrice Leggeri. La speranza è che la conferenza di Berlino prevista per domenica 19 gennaio possa sancire la tregua tra il governo di Tripoli, riconosciuto dall'Onu e sostenuto dalla Turchia, e i ribelli del generale Haftar, che gode del supporto, tra gli altri, di Francia e Russia. 
  
 

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