Bruxelles contro Facebook: “Non fa ancora abbastanza per combattere le fake news”

Il commissario King: “Se un colosso del web non riesce a capire che migliaia di suoi account sono palesemente falsi, c'è ancora molta strada da fare”

La Commissione europea punta il dito contro Facebook e altri social network che starebbero solo mostrando di fare più sforzi per rimuovere account falsi che diffondono fake news e disinformazione politicamente motivata, mentre in realtà non starebbero facendo abbastanza.

La nuova normalità

"La propaganda e la disinformazione persistono e c'è ancora molto lavoro da fare. Non possiamo accettare che questa sia una nuova normalità", si legge nella relazione annuale di valutazione dei big del web (Facebook, Google, Microsoft, Mozilla, Twitter e 7 associazioni di categoria europee) pubblicata dall'esecutivo comunitario. La relazione della Commissione europea si basa sulla autovalutazione delle piattaforme on line ai sensi del Codice di condotta sulla disinformazione. Bruxelles da una parte elogia “l'impegno delle piattaforme online per diventare più trasparenti sulle loro politiche e instaurare una più stretta cooperazione tra ricercatori, ract checkers e Stati membri”, ma allo stesso tempo lamenta che “i progressi variano molto tra i firmatari del Codice e le relazioni forniscono scarse indicazioni sull'effettivo impatto delle misure di autoregolamentazione adottate lo scorso anno, nonché sui meccanismi di controllo indipendente".

Elezioni europee

La Commissione lamenta che "le elezioni per il Parlamento europeo del maggio 2019 non sono state libere da disinformazione", anche se le azioni e i report mensili in vista delle elezioni "hanno contribuito a limitare lo spazio per le interferenze e migliorare l'integrità dei servizi, interrompere gli incentivi economici per la disinformazione e garantire una maggiore trasparenza della pubblicità politica". Per questo, secondo le conclusioni di Bruxelles, "c'è ancora un urgente bisogno di piattaforme online per stabilire una cooperazione significativa con una ampia gamma di organizzazioni affidabili e indipendenti. L'accesso ai dati forniti finora non corrisponde ancora alle esigenze dei ricercatori indipendenti".

L'impegno di Zuckenberg

Il fondatore e amministratore delegato di Facebook, Mark Zuckerberg, ha recentemente dichiarato a una commissione del Senato degli Stati Uniti, di aver disabilitato 2,2 miliardi di account falsi nei primi tre mesi del 2019 e di aver rimosso circa 7.600 account, pagine e gruppi impegnati in “comportamento non autentici”.

Il caso tedesco

Ma il commissario europeo alla Sicurezza, Julian King, parlando al Guardian ha sottolineato come uno studio dell'Università di George Washington abbia rilevato che durante il periodo precedente e durante le elezioni europee, il partito di estrema destra tedesco Alternative per la Germania (AfD), che ha ottenuto l'11% dei voti complessivi, ha ricevuto l'86% delle azioni totali e il 75% di tutti i commenti sui contenuti politici dei partiti tedeschi pubblicati su Facebook. Ben quattro volte tanto i commenti e sei volte le azioni di tutti gli altri partiti messi insieme. "Se una piattaforma come Facebook con le sue risorse e le sue conoscenze non riesce a capire che migliaia di account coordinati, con nomi casuali e di due lettere, sono sospetti e si impegnano in questo tipo di attività nel contesto delle elezioni, e proprio mentre siamo tutti concentrati a combattere questo problema, vuol dire che abbiamo ancora molta strada da fare", ha dichiarato King.

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