Brigitte Bardot “tradisce” l’estrema destra e passa con gli animalisti francesi (ma non si candida)

La diva del cinema 84enne appoggia la lista amica degli animali alle prossime europee. In passato era stata sostenitrice del Rassemblement national di Marine Le Pen

Cantante, attrice, modella e ora anche politica. La voglia di reinventarsi non passa mai a Brigitte Bardot, che all’età di 84 anni sembrava che stesse addirittura per candidarsi alle prossime elezioni europee. La stella del cinema degli anni ’50 e ’60, dopo anni di flirt politico con il Rassemblement national (già Front National) di Marine Le Pen, aveva annunciato la sua discesa in campo tra le fila del Partito animalista francese. La notizia, che era subito stata rilanciata dai media internazionali, è stata poi però smentita dalla stessa attrice che ha precisato che intendeva in realtà dire che appoggia il movimento ma non che scenderà in campo in prima persona nella competizione elettorale.

L’amore per gli animali costò alla Bardot una multa di 15mila euro per incitamento all’odio razziale nel 2008, quando l’attrice prese di mira la festività musulmana Eid Al-Adha, famosa anche come la festa del sacrificio. In tali celebrazioni, le famiglie più fedeli alla religione islamica sono solite sacrificare un agnello, come fece Abramo dopo che Dio risparmiò suo figlio Ismaele. La Bardot prese di mira l’usanza in una lettera indirizzata all’allora inquilino dell’Eliseo, Nicolas Sarkozy, senza risparmiare commenti sferzanti e irrispettosi, che le valsero la sanzione. Ma già all’epoca l’attrice non era nuova a tali provocazioni, per le quali è stata condannata più volte dalle autorità francesi.  Alle ultime elezioni presidenziali, la Bardot aveva pubblicamente sostenuto Marine Le Pen contro l’allora sfidante Emmanuel Macron. Ma l’astio nei confronti del presidente francese non finì con la sconfitta elettorale della destra. “Sono con voi”, ha twittato la diva lo scorso 28 novembre, pubblicando una foto che la ritraeva con il gilet giallo e circondata, guarda caso, dai suoi amici a quattro zampe. 

  La vicinanza con il movimento di protesta avrebbe fatto pensare a un possibile impegno della diva in una formazione politica capitanata dai leader delle contestazioni di piazza. Ma la Bardot ha sorpreso nuovamente tutti, con un colpo di scena degno dei migliori capolavori che l’hanno vista sul set.  Il Partito animalista ha ringraziato la diva del cinema per il sostegno. Tuttavia, le probabilità che la formazione politica finisca effettivamente a Bruxelles e Strasburgo sono scarse, visto che la Francia è uno dei dieci Paesi europei ad avere una soglia minima del 5% nella legge elettorale. Percentuali lontane da quelle accreditate al Partito animalista nei sondaggi.

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