Brexit, l'Ue insiste con May: “Manca impegno concreto” sui conti del divorzio

Il Consiglio europeo ribadisce che non è ancora possibile passare alla fase due dei negoziati: “Non sono stati fatti progressi a sufficienza in tre aree”. La premier britannica: “Sono ambiziosa e positiva, ma c'è ancora strada da fare”. Juncker polemico: “Spiegateci che vuol dire che siete pronti a un non accordo”

Theresa May in conferenza stampa a Bruxelles / Ebs

I progressi nei negoziati sulla Brexit sono ancora insufficienti e non è possibile passare alla seconda fase delle trattative, quella in cui si deve discutere sulle future relazioni tra Regno Unito e Unione europea. I leader dei Ventisette lo mettono nero su bianco nelle conclusioni del Consiglio europeo. In particolare i capi di Stato e di governo lamentano che “mentre il Regno Unito ha dichiarato di voler rispettare i propri obblighi finanziari assunti nel periodo dell'adesione all'Ue, questo non è ancora stato tradotto in un solido e concreto impegno onorare tutti questi obblighi”.

May: presi impegni chiari

“Ho reso chiaro che onoreremo gli impegni presi nel periodo in cui eravamo membri” dell'Ue, ha detto in conferenza stampa Theresa May, aggiungendo però che “c'è lavoro da fare nei dettagli”, e per farlo “procederemo riga dopo riga”. Ma quel lavoro sarebbe già potuto (e dovuto) essere fatto secondo Angela Merkel che ha lamentato il fatto che Londra non abbia offerto "nuove specificazioni" sulle questioni economiche.

“È necessario passare dalle parole ai fatti” e “avviare veri negoziati e non trattare solo attraverso la retorica sui media", ha sentenziato la presidente della Lituania, Dalia Grybauskaite, secondo cui il discorso di May durante la cena con i leader ieri è stato buono in termini di "capacità oratorie. Ma per i negoziati servono anche capacità negoziali e non solo retorica". Il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, che prima della riunione a Ventisette ha avuto un bilaterale con May, ha gettato acqua sul fuoco delle polemiche affermando che “dopo l'intervento di May ieri sera e la nostra discussione oggi la mia impressione è che lo stallo nei negoziati tra Ue e Uk sia stato ingigantito sula stampa”, perché “anche se i progressi fatti non sono sufficienti questo non significa che non ci siano progressi”. Il presidente del Consiglio ha detto quindi di “sperare” che sarà possibile “muoversi verso la seconda fase dei negoziati a dicembre”. Ma senza neanche aspettare che l'acqua raggiungesse il fuoco, il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker ha deciso di soffiarci sopra a quel fuoco, affermando che “se Barnier (il capo negoziatore Ue, ndr) ha parlato tre volte di stallo, io lo avrei fatto quattro volte”. Juncker ha aggiunto di “non aver capito cosa vuol dire per i britannici che sono pronti anche a un non accordo, cosa vuol dire per loro non accordo”.

Tre questioni aperte

In generale comunque per il Consiglio “non sono stati fatti progressi sufficienti in tre aree”. Oltre ai conti del divorzio ci sono il problema del confine tra l'Irlanda e l'Irlanda del Nord e i diritti dei cittadini. Su quest'ultimo punto “rimangono da chiarire alcune questioni minori e sono fiduciosa sul fatto che un accordo qui è a portata di mano”, ha dichiarato May ribadendo agli europei residenti nel Regno Unito: “Voglio che voi e le vostre famiglie possiate restare”.

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