Brexit, nel Regno Unito è caos: ecco i possibili scenari

Che May riesca a far passare questo accordo in Parlamento al momento sembra difficile, le alternative vanno da nuove elezioni a un nuovo referendum

ANSA EPA/PETE SUMMERS

Ieri è stata la giornata più difficile per il governo di Theresa May. Dopo essere riuscita a strappare un accordo con l'Unione europea sulla Brexit la premier ha dovuto affrontare una rivolta nel Regno Unito, dell'opposizione ma anche all'interno della stessa maggioranza. I suo esecutivo ormai traballante dovrà ora superare la difficile prova di far approvare l'accordo al parlamento, gli scenari aperti sono diversi e il Guardian ha provato a elencarli.

1 Il Parlamento boccia l'accordo

I conservatore hanno in totale di 318 seggi su 650 alla Camera dei Comuni, sette in meno della maggioranza assoluta. Tenendo conto che 51 Tory sono pronti a votare contro, e lo stesso dovrebbero fare Labour (262 deputati), Dup (10) e gli scozzesi del Snp (35), si capisce che il compito della premier di portare a casa l'approvazione non sarà facile. Il 25 novembre i Ventisette Stati membri dell'Ue in un summit straordinario dovrebbero approvare la bozza. Se lo faranno il voto nella Camera dei Comuni dovrebbe essere a dicembre. Se ci sarà una bocciatura May avrà 21 giorni per concordare un nuovo piano e riproporlo all'Aula.

2 May ritira l'attuale accordo

Dopo l'insistenza di questi giorni sarebbe una figuraccia e farebbe innervosire non solo Bruxelles, con cui dovrebbero ricominciare le trattative, ma anche i conservatori che potrebbero mettere in discussione la sua leadership

3 estendere l'articolo 50

May potrebbe chiedere di prolungare la permanenza nell'Ue, che finirà formalmente il 29 marzo del 2019. Ma non è detto che gli altri Stati membri concedano la cosa, visto che ormai tutti vogliono farla finita al più presto, anche per calmare gli istinti euroscettici interni.

4 Voto di sfiducia contro May

Il conservatore Jacob Rees-Mogg, leader dell'ala dura dei brexiters, ha depositato una lettera di sfiducia, se ne arriveranno altre 47 tutti i deputati Tory dovranno esprimersi in una conta interna. Se May vincesse sarebbe in salvo per almeno un anno, se perdesse partirebbe la sfida per una nuova leadership. Se dovesse vincere ma con un margine molto stretto la sua posizione sarebbe comunque indebolita.

5 Nuove elezioni

Se May non riescisse a far approvare l'accordo si potrebbe dover tornare alle urne. Le elezioni potrebbe richiederle lei stessa, ma sembra improbabile visto che l'ultima volta che lo ha fatto ne 2017 ha finito per perdere la maggioranza. Il voto potrebbe essere richiesto direttamente dal Parlamento, il che vorrebbe dire avere l'opposizione compatta, i nord irlandesi (al momento partner di governo anche se contrari all'accordo a causa della questione del backtop in Irlanda del Nord) favorevoli e anche parte dei conservatori.

6 Un secondo referendum

May potrebbe chiedere di rivolgersi direttamente al popolo. Scelta rischiosa per lei visto che gli umori dei britannici sembrano meno inclini al divorzio rispetto a due anni fa. Per farlo avrebbe comunque bisogno del sostegno dei deputati.

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