La Brexit alla prova di Westminster, cosa succede se sarà bocciata

L'accordo raggiunto dalla premier may e approvato dall'Europa non piace all'opposizione e a parte della maggioranza e rischia quindi di saltare. Ecco i possibili scenari

Ansa EPA/OLIVIER HOSLET

Ottenuta l'approvazione dell'accordo sulla Brexit da parte dell'Unione europea, la sfida che ora attende Theresa May è quella di ottenere l'approvazione del Parlamento Britannico. 'O questo accordo o un No Deal' è la tesi che la premier sostiene da tempo, ma le opposizioni, sia quella interna al partito (si parla di 91 Tory pronti ad opporsi), sia quella generale ai Comuni, non accettano questa tesi e le possibilità che l'accordo passi l'esame di Westminster sono davvero poche. A quel punto si apriranno diversi possibili scenari.

Emendamenti bloccati

Intorno al 12 dicembre dovrebbe essere votato un testo che chiede se il Parlamento approva o meno l'accordo. I deputati vorrebbero poter emendare il testo e questo, secondo il presidente della Camera John Bercow, potrebbe essere tecnicamente possibile ma di certo non si può modificare la bozza già approvata dall'Europa perché questo significherebbe far saltare l'accordo che il negoziatore di Bruxelles, Michel Barnier, ha definito l'unico possibile. Questo accordo si può insomma solo accettare o bocciare e poi avviarsi verso un No Deal o una riapertura dei negoziati.

Evitare il No Deal

Il Labour di Jeremy Corbyn, insieme ad altri partiti dell'opposizione come lo Scottish national party (Snp), punta a bocciare questo accordo per tornare poi sul tavolo delle trattative. Secondo Keir Starmer, titolare della Brexit nel governo ombra laburista, l'Ue "è tenuta" a dire che l'accordo sulla Brexit per il divorzio di Londra da Bruxelles raggiunto con May sia "l'unico disponibile" e che non ci saranno ulteriori negoziati. Ma in caso di 'no' alla ratifica da parte del parlamento britannico a suo avviso le cose e i toni cambieranno. Se da Westminster arrivasse una bocciatura "tutti dovranno prendere in considerazione nuove opzioni" alternative a un 'no deal', ha dichiarato parlando alla Bbc.

L'opposizione cerca di compattarsi

I laburisti hanno 257 deputati, l'Snp 35, i liberali 12 i gallesi del Plaid Cymru quattro e i verdi uno. Non abbastanza per raggiungere la maggioranza di 326 seggi richiesti, ma a loro potrebbero unirsi i conservatori più moderati. In corso ci sono trattative per raggiungere una strategia comune dell'opposizione ma non sono state raggiunte conclusioni. La scorsa settimana la premier scozzese Nicola Sturgeon è andata personalmente a Londra per le trattative. “Possiamo tutti presentare mozioni diverse ma se vengono respinte perché non abbiamo fatto il lavoro per costruire la maggioranza dietro di loro, non ci porteranno molto lontano", ha affermato. I punti che uniscono l'opposizione sono la permanenza nel mercato unico e nell'unione doganale, ma su altre questioni ci sono divisioni.

Nuove elezioni

Il principale obiettivo del Labour è quello di bocciare l'accordo per andare a nuove elezioni. Come disse al congresso del partito Corbyn punta ad essere eletto premier per poter trattare direttamente con Bruxelles. Se i Comuni bocceranno l'accordo i laburisti potrebbero chiedere la sfiducia del governo, ma anche in caso di vittoria nel voto questo in sé non basterebbe a tornare alle urne. Ci si dovrebbe prima assicurare che non c'è una maggioranza alternativa nell'attuale Parlamento. E su questo punteranno i conservatori che però sicuramente andranno in una conta interna per provare a eleggere un nuovo leader e se un hard brexiteer come ad esempio l'ex ministro degli Esteri Boris Johnson, dovesse essere scelto come nuovo leader dei Tory, potrebbe provare a compattare il partito su posizioni dure che sarebbero gradite anche agli attuali alleati di governo del Dup. Gli unionisti nordirlandesi sono infatti contrari al backstop, alla permanenza nell'unione doganale del Regno Unito, e i loro dieci voti sono necessari ai conservatori per la maggioranza in Aula.

Secondo referendum

Un secondo referendum è un'opzione sempre sul tavolo, ma al momento è la meno probabile visto che seppur parte della base laburista sarebbe favorevole, la dirigenza del partito vuole prima puntare su nuove elezioni, ed è questa la linea che è passata al congresso. Tra i conservatori tra i 10 e i 15 sarebbero disponibili ad appoggiare questa opzione, tra questi Dominic Grieve. “Non sono disposto ad accettare che saremo semplicemente noi a prendere la decisione e poi dire ai cittadini questo è ciò che abbiamo deciso: non lo farò. Voglio un referendum”, ha detto a Politico.

In ogni caso servirà più tempo

Tranne nel caso in cui l'accordo venisse approvato, cosa che al momento sembra davvero improbabile, per evitare un No Deal servirà che l'Europa conceda più tempo. Il Parlamento potrebbe votare un testo in cui obbliga May a chiedere di posticipare l'uscita, prevista ufficialmente per il 29 marzo prossimo. Ma a maggio ci sono le europee e visto che al Regno Unito sono stati tolti i seggi l'uscita dovrebbe necessariamente avvenire prima di quella data, altrimenti la Gran Bretagna avrebbe il diritto di eleggere i suoi rappresentanti, cosa ce sarebbe alquanto assurda.

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti (1)

  • Draghi sta per concludere il suo mandato è quello che dichiara adesso assume il significato di “circostanza”, pertanto è da prendere con le pinze. In cuor suo sa bene che non si puó affamare un popolo nel tentativo impossibile di ridurre un colossale debito pubblico, che come un temporale estivo si alimenta da solo.

Notizie di oggi

  • Attualità

    Europee, si parte col Regno Unito: i primi a votare saranno coloro che non dovevano farlo

  • Attualità

    Elezioni, sconti e viaggi gratuiti per chi torna nella propria città per votare

  • Attualità

    Tir, approvati i nuovi standard per le cabine degli autotrasportatori

  • Attualità

    "Regole Ue anti fake news una totale stronzata, minacciati da Google e Facebook"

I più letti della settimana

  • Tensione tra Italia e Austria: "Siete come la Grecia", "Pensi prima di parlare"

  • Anche la Germania apre ai monopattini elettrici

  • Meloni: "Far votare i militari all'estero". Ma dimentica 3 milioni di italiani

  • Migranti, cosa dice la lettera dell'Onu che accusa l'Italia di violazione dei diritti umani

  • Sindacato blocca la distribuzione alle edicole del settimanale con Salvini in copertina

  • La Russia divide i sovranisti, ecco perché il gruppo europeo di Salvini potrebbe saltare

Torna su
EuropaToday è in caricamento