Brexit, il piano B di Theresa May per l'Irlanda non convince l'Ue

Il governo britannico ha proposto di restare nell'unione doganale fino alla fine del 2021 per evitare il ritorno di una frontiera fisica nell'isola irlandese. Ma Bruxelles vuole avere maggiori dettagli in vista del vertice di fine giugno

Restare nell'unione doganale fino alla fine del 2021, e forse oltre, in attesa di trovare un'altra soluzione per evitare il ritorno della frontiera fisica tra Irlanda e Irlanda del Nord: è questo in sostanza il "piano B" presentato oggi dal governo di Theresa May per tentare di superare il principale ostacolo sulla strada di un accordo sulla Brexit.

Per la premier britannica si tratta di una concessione maggiore, dopo che aveva indicato la volontà di uscire dal mercato interno e dall'unione doganale, oltre che dall'Unione europea, per riconquistare la piena sovranità del Regno Unito. La permanenza nell'unione doganale non permetterà a Londra di avere piena libertà sulla sua politica commerciale, e in particolare di azzerare le tariffe o di adottare standard regolatori diversi dall'Ue, in caso di accordi di libero scambio con altri paesi. Ma il rischio di perdere altro tempo era troppo alto. Senza passi avanti concreti sulla frontiera irlandese entro il Vertice europeo del 28 e 29 giugno, i negoziati della Brexit entrerebbero in una nuova fase di stallo, aumentando il rischio di un mancato accordo che provocherebbe il caso nel Regno Unito. 

L'Accordo di Belfast

Nel documento pubblicato oggi dal governo, il Regno Unito riconosce nuovamente "la necessità di di proteggere l'Accordo di Belfast (gli accordi di pace del Venerdì santo, ndr) in tutte le sue parti, incluso il fatto che non ci sarà una frontiera fisica tra l'Irlanda del Nord e l'Irlanda, e nessuna infrastruttura fisica o controlli collegati". Lo scorso dicembre, Londra e Bruxelles si erano messe d'accordo sul fatto che la questione si sarebbe risolta nell'ambito delle relazioni future tra Regno Unito e Ue, ma che serviva anche un "backstop" (una rete di sicurezza, ndr) in attesa di trovare un compromesso sui rapporti post-Brexit. Bruxelles ha proposto una soluzione giudicata inaccettabile da Londra: l'allineamento normativo dell'Irlanda del Nord all'Ue, spostando di fatto la frontiera fisica nel mar d'Irlanda, cioè all'interno del Regno Unito. Il "backstop" dovrebbe essere costituito da un accordo doganale con un allineamento del Regno Unito all'Ue su tariffe, quote, regole di origine e procedure doganali, ma anche di altri elementi della politica commerciale comunitaria. Londra riconosce anche la necessità di trovare un approccio comune sugli standard normativi.

I dubbi di Bruxelles

La reazione di Bruxelles al "piano B" britannico sulla frontiera irlandese non si è fatta attendere: "Accolgo positivamente la pubblicazione della proposta del Regno Unito sugli aspetti doganali del backstop Irlanda-Irlanda del Nord - ha scritto su Twitter il capo-negoziatore dell'Ue, Michel Barnier - La esamineremo con 3 domande: è una soluzione che funziona per evitare una frontiera fisica? Rispetta l'integrità del Mercato Interno e dell'unione doganale? E' un backstop per ogni evenienza?".

Il nodo dell'accordo doganale

Alcune risposte si intravedono nella reazione dell'altro governo direttamente interessato, quello della Repubblica d'Irlanda. "Rimane vitale che sia trovato un accordo su un backstop legalmente vincolante per dare certezza che, in qualsiasi circostanza, sarà evitata una frontiera fisica", ha detto il ministro degli Esteri irlandese, Simon Coveney: "rimane da fare una grande quantità di lavoro". May è riuscita comunque per l'ennesima volta a evitare una crisi interna, dopo che il ministro per la Brexit, David Davis, aveva minacciato di dare le dimissioni per la sua opposizione a presentare una proposta senza una data limite per la permanenza britannica nell'unione doganale. Nel documento viene indicato il Regno Unito "si aspetta" di uscire definitivamente dall'unione doganale "alla fine di dicembre del 2021 al più tardi". Secondo diversi esperti legali, un auspicio non corrisponde a un impegno chiaro e definitivo di durata limitata. In altre parole, l'accordo doganale tra il Regno Unito e l'Ue, anche se "temporaneo", potrebbe durare per sempre. 

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