Brexit, Parlamento Ue pronto a mettere il veto alla proposta di Johnson

Gli eurodeputati esprimono “gravi preoccupazioni” per un piano che “rappresenta un allontanamento dagli obiettivi comuni”. Anche Dublino contraria: “Così sarà No Deal”

Non è destinata ad arrivare lontano la proposta di accordo sulla Brexit avanzata da Boris Johnson. Contro il testo presentato ieri dal premier britannico si sono scagliati sia il Parlamento europeo che l'Irlanda, che teme che una soluzione del genere metterebbe in pericolo gli accordi di pace del Venerdì santo.

Il no del Parlamento

"Il Brexit Steering Group non ritiene che queste proposte dell'ultimo minuto del governo britannico del 2 ottobre, nella loro forma attuale, rappresentino una base per un accordo a cui il Parlamento europeo può dare il suo consenso", ha affermato in una nota il gruppo di coordinamento sulla Brexit dell'Assemblea comunitaria. Il Parlamento europeo deve dare il suo assenso affinché l'accordo di ritiro del Regno Unito dall'Ue possa entrare in vigore ma per gli eurodeputati la proposta di Johsnon "rappresenta un allontanamento significativo dagli impegni e obiettivi comuni" e in questo senso l'Europarlamento ha espresso "gravi preoccupazioni" perché la quanto avanzato da Londra non "corrisponde nemmeno da lontano" a ciò che era stato garantito con il backstop irlandese.

La proposta di Johnson

Un "tentativo autentico di colmare il divario", lo ha invece definito Johnson, spiegando ai Comuni il suo piano che prevede che l'Irlanda del Nord rimanga nel mercato unico europeo per le merci ma lasci l'unione doganale. Per farlo si punta a l'istituzione di controlli doganali fra Irlanda e Irlanda del Nord non sulla linea di frontiera (che gli accordi di pace del Venerdì Santo del 1998 indicano debba essere senza barriere), bensì sparsi a una distanza imprecisata da essa sui due lati del confine. Londra chiede poi di non imporre all'Irlanda del Nord un codice doganale (Ucc) né le proprie regolazioni sull'Iva (Vat) e di garantire un'esenzione del solo territorio nordirlandese dall'obbligo di uniformarsi alle tutele europee sul lavoro. Questo regime resterebbe in vigore per quattro anni, dopo la transizione post Brexit già prevista nella vecchia intesa di divorzio raggiunta con May, ossia fino al 2025. Poi spetterebbe al Parlamento locale di Belfast decidere se prorogarlo o istituire un confine più tradizionale con Dublino.

Irlanda: "Così sarà No Deal"

"Se queste sono le ultime proposte (sulla Brexit, ndr), allora si andrà a uscita no-deal", ha sentenziato il vice primo ministro irlandese e ministro degli esteri Simon Coveney. Secondo Coveney, Johnson vuole trovare un nuovo accordo e le ultime proposte rappresentato una mossa in quella direzione ma contengono dei "problemi fondamentali" sui controlli doganali e sul potere di veto del parlamento dell'Irlanda del Nord. "Non possiamo supportare alcuna proposta che suggerisca che un partito o persino una minoranza nell'Irlanda del Nord prenda una decisione per tutti. Questo non è coerente con gli accordi del Venerdì Santo ed è qualcosa che non possiamo accettare come parte dell'accordo finale", ha twittato il vice premier.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Tornano le miniere in Europa: "Aiutano l'ambiente e sono un tesoro da 100 miliardi"

  • I Paesi Ue più 'pericolosi' per gli atei? Italia e Spagna

  • Venezia, la Lega chiede aiuto all'Ue

  • "In Italia i centri per migranti sono vuoti". E in 60mila 'fuggono' all'estero

  • Il dietrofront di Farage spinge i Tory che balzano a più 14 punti sui laburisti

  • Triste primato per il sud Italia: tra i neo laureati i tassi d'occupazione più bassi dell'Ue

Torna su
EuropaToday è in caricamento