Con la Brexit l'agricoltura italiana rischia di perdere 2,1 miliardi di dollari di export

Lo afferma un report commissionato dal Parlamento europeo. Coldiretti: nonostante le tensioni nei negoziati aumento del 3% nelle vendite del Made in Italy sull'isola

ANSA/FRANCO SILVI

La Brexit potrebbe dare un colpo tremendo al settore agroalimentare italiano che nel 2030 potrebbe perdere oltre la metà del valore stimato delle esportazioni agroalimentari nel Regno Unito passando da 4,7 a 2,6 miliardi di dollari. La previsione è contenuta in uno studio commissionato dal Parlamento europeo che è stato presentato in commissione Agricoltura che ipotizza uno scenario, che al momento non è ancora certo visto che i negoziati sono ancora in corso, in cui il commercio sia basato solo sulle tariffe e le misure non tariffarie dell'organizzazione mondiale del commercio. Se così fosse l'Italia subirebbe le conseguenze più dure insieme all'Irlanda che avrebbe un -71% nelle esportazioni, Paesi Bassi (-66%) e Germania (-63%). A subire il colpo più duro sarebbero prodotti trasformati, riso, carni bianche e rosse e prodotti lattiero-caseari.

In attesa di sapere come finiranno le trattative per il divorzio di Londra dall'Ue al momento però le cose vanno ancora bene, soprattutto per quanto riguarda il settore dei vini. Secondo i dati della Coldiretti le esportazioni di spumante italiano nell'isola vanno a gonfie vele e nell'isola si consuma quasi 1 bottiglia di questo vino su ogni tre di quelle dirette dirette all'estero. Nel Paese, sottolinea l'associazione, hanno fatto segnare un aumento del 12% nei primi sette mesi del 2017 dopo che già lo scorso anno era stato raggiunto il massimo storico di 366 milioni di euro, in controtendenza con l’andamento stagnante generale. “Nonostante le tensioni determinate dai negoziati sulla Brexit si è verificato un aumento delle esportazioni agroalimentari made in Italy del 3%, sulla base delle elaborazioni Coldiretti dati Istat relativi ai primi sette mesi dell’anno”, afferma l'associazione in una nota. Il Regno Unito, conclude la Coldiretti “apprezza da sempre la cucina italiana ed è il quarto partner dell’Italia nell’agroalimentare con le esportazioni Made in Italy che hanno raggiunto 3,2 miliardi di valore tra bevande e alimenti nel 2016”.  

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