Brexit, il deputato figlio di italiani 'salva' gli europei del Regno Unito. E perde il posto

L'emendamento per assicurare i diritti anche in caso di No Deal di Alberto Costa ha trovato il consenso unanime dell'Aula, ma il conservatore ha dovuto rinunciare al suo ruolo nel governo

Alberto Costa - Foto da Facebook

Se gli europei continueranno a mantenere i loro diritti di cittadini comunitari nel Regno Unito anche dopo la Brexit sarà anche merito di Alberto Costa. Il deputato conservatore di origini italiane ha presentato un emendamento a difesa di questi diritti che ha ricevuto l'appoggio praticamente unanime della Camera dei Comuni. Ma Costa, da sempre sostenitore del Remain, ha dovuto “pagare” questo gesto perdendo il suo ruolo di segretario personale del ministro per la Scozia, David Mundell. Ufficialmente il deputato si è dimesso perché una consuetudine impedisce di presentare emendamenti a tutti coloro che hanno un ruolo nell'esecutivo, seppur minore come il suo. Ma non sono in pochi quelli che ritengono che abbia dovuto pagare per l'ammutinamento, essendosi mosso inizialmente senza il consenso del partito.

Eppure il suo emendamento, che chiede alla premier Theresa May di blindare i diritti degli europei nel Regno Unito, indipendentemente dagli esiti dei negoziati con Bruxelles, ha ricevuto un appoggio bipartisan dall'Aula nel voto di mercoledì sera, venendo sottoscritto dal leader dell'ala dura dei brexiter, Jacob Rees-Mogg, ai laburisti di Jeremy Corbyn, al punto tale che è stato approvato per acclamazione, senza neanche dover passare attraverso il voto formale. Inizialmente May si era espresso contro il testo, affermando che la cosa non poteva essere assicurata, ma poi visto l'ampio supporto, dopo le dimissioni di Costa, il governo lo ha appoggiato dando indicazione di voto favorevole.

"È stato un momento fantastico. Sono totalmente orgoglioso che un piccolo parlamentare delle retrovie come me abbia unito l'Aula dei Comuni su un tema divisivo come la Brexit su una delle questioni meno controverse e abbia portato il governo a votare a favore", ha scritto Costa su Twitter.

Ora Costa vuole incontrare anche il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, per discutere della faccenda. Al polacco ha inviato una lettere chiedendo di “avere un incontro con una delegazione transpartitica del Parlamento" e chiedendo al presidente "di impegnarsi in modo positivo con il Consiglio europeo" e di “prendere seriamente in considerazione la richiesta di dare mandato alla Commissione europea di estrapolare la parte dell'accordo sui diritti dei cittadini e considerarlo un trattato speciale in ambito del diritto internazionale".

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