Brexit o scherzetto? Il Regno Unito rinvia l'uscita ad Halloween (per ora)

La nuova deadline fissata al 31 ottobre. Cosa è successo nella nuova, lunga notta dei negoziati. Il 'poliziotto cattivo' Macron e le parole di Trump: "L'Ue troppo dura con Londra"

C'era il poliziotto buono che cercava di strappare un sorriso a Theresa May scherzando davanti a un tablet. E c'era il poliziotto cattivo, che ha inchiodato tutti i capi di Stato e di governo dell'Ue al tavolo dei negoziati fino a tarda notte. Alla fine, le mosse a distanza della "buona" Angela Merkel e del "cattivo" Emmanuel Macron hanno prodotto il risultato di rinviare la Brexit, o meglio la nuova deadline entro la quale trovare un accordo, al 31 ottobre. Più o meno ad Halloween, insomma. Coincidenza che ha suscitato l'inevitabile ironia di stampa e politici. 

Ma al vertice Ue straordinario che si è concluso alle 2 di notte, le uniche risate che si sono viste sono state quelle tra Merkel e May, quando la cancelliera tedesca ha mostrato alla premier britannica un video sul tablet che ritraeva le due leader vestite con la stessa giacca blu in occasione delle audizioni pre-summit nei rispettivi Parlamenti. Dopo quel momento, si è scatenata la battaglia delle trattative, con buona parte dei Paesi Ue favorevoli a una lunga estensione della Brexit (fino a metà 2020), il Regno Unito a chiedere senza troppa convinzione un rinvio al 30 giugno di quest'anno, e la Francia a battere i pugni per un'estensione minima e per la rinuncia, da parte di Londra, a sfruttare la breve permanenza aggiuntiva per mettere voce nelle trattative sulla futura Commissione.

Quello che chiedeva Macron, in altre parole, è che il Regno Unito non avesse la possibilità di nominare il suo commissario nella squadra che sostituirà l'attuale esecutivo Juncker a fine anno. Cosa impossibile con un'estensione della Brexit fino al 2020. Una richiesta che lo stesso Juncker aveva giudicato in modo negativo, dal momento che cosi' facendo Macron dava l'idea che i commissari fossero scelti sulla base di spartizioni nazionali e non dalle stesse istituzioni Ue (un ragionamento poco comprensibile al di fuori della bolla europea). 

A ogni modo, il risultato è stato quello di spostare l'asticella al 31 ottobre, ossia dopo le elezioni europee, ma prima dell'avvio delle trattative ufficiali per la formazione della nuova Commissione. Londra avrà comunque la possibilità di notificare l'uscita il 30 giugno, se lo vorrà e se troverà un accordo con l'Ue. Quasi sicuramente, come ribadito da Juncker, i britannici dovranno partecipare al voto di maggio ed eleggere dei loro rappresentanti al Parlamento europeo (anche se solo per un periodo che attualmente va da 1 a 5 mesi).

Cosa succede se il Regno Unito vota alle elezioni Ue

Se i sondaggi attuali saranno confermati, l'ingresso temporaneo di eurodeputati di Sua Maestà andrà a favore dei pro-Ue, visto che i laburisti rafforzeranno il gruppo dei socialdemocratici, ma anche degli euroscettici, con i Tories ad ingrossare le fila dell'Ecr. C'è poi la possibile pattuglia di Nigel Farage, che potrebbe dare una mano al M5s, a oggi a corto dei numeri per formare il gruppo. 

In tutto questo, sul vertice di ieri, è piombato Donald Trump: "E' un peccato che l'Unione europea sia così dura con il Regno Unito e la Brexit. L'Ue è anche un partner commerciale brutale degli Stati Uniti, cosa che cambierà", ha twittato il presidente americano, prima di aggiungere: "A volte nella vita devi lasciar respirare la gente prima che tutto ritorni a morderti!". 

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