Ue, l'anno che verrà: dalla Brexit alle elezioni europee

Un'occhiata alle agende di Parlamento, Commissione e Consiglio. In un 2019 caratterizzato soprattutto dalla definitiva uscita del Regno Unito e da un voto che potrebbe sconvolgere gli equilibri politici del Vecchio Continente

Brexit

Quella della Brexit è una matassa di cui ancora è difficile trovare il bandolo. Due anni e mezzo di negoziati, summit e crisi di governo non sono bastati per cancellare l'incertezza che la contraddistingue. L'accordo siglato dalla premier Theresa May con Bruxelles deve ancora superare lo scoglio del voto del Parlamento, su cui pesa soprattutto la questione del confine irlandese e l'opposizione interna dei conservatori a favore di una "hard Brexit". Se il Parlamento non dovesse approvare il testo dell'intesa, si aprirebbero una serie di scenari non prevedibili, tra cui la caduta del governo stesso e la possibilità di un secondo referendum. Il 29 marzo 2019, a ogni modo, sarà il “Brexit Day”. Alle 23 del 29 marzo il Regno Unito non farà più formalmente parte della Ue. 

Elezioni europee 2019

Le prossime elezioni europee, le prime dopo la Brexit, si terranno dal 23 al 26 maggio in tutta l’Ue. I cittadini europei sono chiamati a eleggere 705 eurodeputati che formeranno il nuovo Parlamento europeo, il quale eleggerà poi a sua volta un nuovo Presidente della Commissione europea

Il bilancio a lungo termine dell’Ue

Il Parlamento ha approvato le sue priorità per il prossimo bilancio a lungo termine, il quadro pluriennale finanziario (2021-2027) e richiede al Consiglio di iniziare le consultazioni. Gli eurodeputati vorrebbero raggiungere un accordo prima delle elezioni europee, così da evitare gravi contrattempi per i programmi importanti e le perdite di posti lavoro dovuti a degli accordi tardivi sul bilancio finanziario.

Autorizzazione sui pesticidi 

La conclusione dei lavori della Commissione per la Procedura di autorizzazione dei pesticidi da parte dell'Unione verrà presentata in una relazione a gennaio. Nel report si richiedono standard più alti, per assicurare un elevato livello di protezione per la salute umana e animale e per l’ambiente.

Accordi di libero scambio

A marzo, il Parlamento punta oltre l’Ue e aggiunge in agenda degli accordi di libero scambio con Singapore e con il Messico. Singapore è il principale partner commerciale europeo e ospita più di mille aziende europee. L’accordo di libero scambio tra l’Ue e Singapore mira a rimuovere quasi tutte le tariffe doganali e a semplificare gli scambi commerciali. Gli esportatori europei di pollame, formaggio, cioccolato e pasta dovrebbero trarre maggiori benefici, invece, dall’accordo con il Messico.

Nuove misure per contrastare la propaganda

Gli eurodeputati discuteranno di come controbilanciare la propaganda portata avanti altri paesi. L’Europa mira a migliorare strumenti come l’alfabetizzazione all’uso dei media, la crescita della consapevolezza del pubblico e la promozione del giornalismo indipendente e investigativo.

Whistleblower

Gli eurodeputati continueranno inoltre a lavorare su una proposta che rafforzi la protezione dei whistleblower (i lavoratori che denunciano le irregolarità perpetrate nella propria azienda, organizzazione o istituzione) in tutta Europa, soprattutto dopo gli scandali del Dieselgate, del Luxleaks, dei Panama Papers e di Cambridge Analytica.

Immigrazione 

Dall'1 gennaio, la Romania assume la presidenza di turno del Consiglio Ue e avrà per la prima volta nella sua Storia da membro dell'Unione il compito di coordinare l’agenda dei lavori europei. Tra i temi più delicati, c'è sicuramente quello dell'immigrazione. Klaus Iohannis, presidente della Repubblica, ha ammesso che sul tema non c’è alcun tipo di consenso. E’ tramontata ogni idea di poter avere meccanismi di redistribuzione obbligatoria, e non c’è consenso sulla riforma del sistema comune di asilo. Allo stesso tempo una parte degli Stati membri rifiutano di approvare solo parzialmente l’agenda per l’immigrazione della Commissione europea e chiedono di farla passare in tutte le sue sette proposte legislative – requisiti per la protezione, condizioni di accoglienza, Agenzia Ue per l'asilo, raccolta di impronte digitali (Eurodac), re-insediamento, permessi di ingresso per lavoratori extra-comunitari altamente qualificati, riforma del regolamento di Dublino – che rimangono sul tavolo della Romania.

Le unioni bancaria e monetaria

Neppure i file economico-finanziari sono di semplice gestione. Finiscono sul tavolo romeno, quale eredità del semestre austriaco, le questioni relative a completamento di unione bancaria e unione monetaria. In particolare figurano: la proposta di recupero e risoluzione delle controparti centrali; la proposta per servizi di credito, acquirenti di crediti e recupero di garanzie; le misure di copertura minima delle perdite per esposizioni deteriorate; le nuove regole per un quadro per lo sviluppo delle obbligazioni garantite da titoli sovrani dell'Ue, il Sistema europeo di assicurazione dei depositi (Edis).

Energia e trasporti

Sono altri punti dell’agenda romena con dossier che potrebbero vedere la luce. Completamento del mercato unico dell’energia elettrica e Agenzia Ue per la cooperazione delle autorità regolatorie dell’energia i due dossier prioritari per Bucarest, decisa a puntare su mobilità sostenibile a bassa emissione di carbonio e veicoli senza conducente. 

Mercato unico digitale

La Commissione europea ha annunciato l'obiettivo di chiudere nel 2019 alcune proposte legislative importanti sul fronte digitale: privacy, cybersecurity e intelligenza artificiale in cima a questa agenda.

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