Brexit, i diritti dei cittadini Ue nel Regno Unito non cambieranno fino al 2020

Raggiunto l'accordo sul periodo di transizione. Nei prossimi 33 mesi gli europei potranno andare a Londra e nel resto del paese con le stesse norme e tutele in vigore oggi. Bruxelles: "Tappa decisiva". Parlamento: "Soddisfazione con riserva". Resta da risolvere ancora il nodo irlandese

Una "tappa decisiva". Dopo le polemiche degli ultimi mesi e una settimana intensa di negoziati, l'Unione europea e il Regno Unito sembrano aver superato buona parte delle divergenze e hanno (ri)trovato un'intesa su buona parte dei punti dell'accoro per una "Brexit ordinata": periodo di transizione e diritti dei cittadini, prima di tutto. Ad annunciarlo è stato il capo negoziatore della Commissione (e possibile successore di Jean-Claude Junkcer), Michel Barnier, affiancato dal ministro britannico per la Brexit David Davis.

"Ci siamo messi d'accordo su una gran parte di quello che costituirà l'accordo internazionale per il ritiro del Regno Unito dall'Ue. Una tappa resta una tappa: non siamo ancora alla fine, resta ancora molto lavoro da fare su materie importanti" ha tenuto a precisare Barnier in conferenza stampa a Bruxelles. Il "lavoro da fare", stando a quanto dichiarato da Barnier e Davis riguarda la questione irlandese, su cui restano ancora delle distanze. 

Il periodo di transizione

L'accordo raggiunto prevede che il periodo di transizione duri dal giorno dell'uscita di Londra dal blocco comunitario, il 29 marzo 2019, al 31 dicembre 2020. "Durante quel periodo, il Regno Unito non parteciperà più al processo decisionale dell'Ue, perché dopo quella data non sarà più membro dell'Ue", ha spiegato Barnier. "Manterrà i benefici, i vantaggi del mercato unico e dell'unione doganale e dovrà quindi rispettare tutte le regole europee semplicemente come fanno tutti gli Stati membri", ha aggiunto il capo negoziatore Ue. Per Davis, l'accordo sulla transizione "dà la sicurezza chiesta da imprese e cittadini nel Regno Unito e nell'Unione europea".

I diritti dei cittadini

Durante la transizione, i cittadini degli altri paesi Ue potranno continuare a venire a lavorare (o studiare) liberamente nel Regno Unito con gli stessi diritti attuali, incluso il diritto a rimanervi per sempre acquisendo una residenza permanente, se così vorranno. Anche la giurdizione della Corte di giustizia europea su Londra dovrebbe venire mantenuta fino al 2020

La questione irlandese

Quello che resta da chiarire ancora è come verrà trasformato il confine tra Irlanda e Irlanda del Nord. La soluzione di salvaguardia, o backstop, individuata nello scorso dicembre, cioè la creazione di un confine doganale nel Mare d'Irlanda, farà parte del testo dell'accordo per il ritiro del Regno Unito dall'Ue e verrà applicata "a meno che e fino a che" non vengano trovate altre soluzioni per impedire il risorgere di un confine fisico tra l'Irlanda e I'Irlanda del Nord.  L'Ue e il Regno Unito, ha detto Barnier, "hanno concordato di includere nel testo dell'accordo di ritiro pubblicato oggi una nota su come la questione irlandese verrà affrontata. Abbiamo concordato anzitutto che entrambe le parti restano impegnate al rapporto congiunto di dicembre, in tutti i suoi aspetti". 

Le reazioni

Soddisfazione, con riserva, è stata espressa dal Parlamento europeo: "Accoglie con favore l'accordo politico, in linea di massima, di un periodo di transizione, anche se ci riserviamo il nostro diritto di controllo - si legge in una nota dello Steering group sulla Brexit dell'Eurocamera, presieduto dall'italiano Roberto Gualtier (Pd) - Ribadiamo che nulla è concordato fino a quando tutto sarà concordato. E accogliamo con favore la conferma che i cittadini dell'Ue che entrano nel Regno Unito godranno degli stessi diritti di quelli che sono arrivati ​​prima dell'inizio del periodo di transizione"

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