Il piano britannico per i diritti degli europei nel post-Brexit non convince il Parlamento Ue

I cittadini comunitari che sono arrivati sull'isola prima del divorzio potranno richiedere uno status speciale, ma il capo dei negoziatori per l'Aula Verhofstadt chiede maggiori garanzie sulla correttezza del processo

Il piano messo a punto dal governo di Theresa May per concedere uno status speciale ai cittadini europei arrivati nel Regno Unito prima della Brexit non convince il Parlamento di Strasburgo. Il capo dei negoziatori per l'Aula, Guy Verhofstadt, parlando in Plenaria ha affermato che ci sono “quattro grandi preoccupazioni”, e per questo i deputati invieranno in settimana una lettera a Londra elencando tutte quelle che ritengono essere le criticità.

Il piano, presentato circa due settimane fa, prevede che gli europei arrivati nel Regno Unito prima della Brexit dovranno fornire i propri documenti, certificare di avere la fedina penale pulita e dare delle prove di residenza nel Paese. Il processo, che avrà un costo di 65 sterlina, sarà fatto completamente online e il governo ha promesso di inviare le risposte entro pochi giorni. Per chi otterrà lo status anche dopo il divorzio saranno in pratica concessi tutti gli stessi diritti di quando Londra faceva parte dell'Unione in campi come la sanità e le pensioni ad esempio.

Ma Verhofstadt chiede che venga messa in piedi una autorità indipendente, sotto il controllo britannico, che possa “scrutinare” l'interno processo, per assicurarsi che non ci siano irregolarità. Inoltre per il liberale belga serve mettere in piedi anche un network “molto ampio” di punti di contato fisici, per facilitare la registrazione di “persone vulnerabili” e di coloro ch non possono o non sanno usare internet. I deputati chiedono poi certezze sui tempi dell'intero processo cogliono che chi è arrivato nel Regno Unito prima che la Brexit fosse stata notificata a Bruxelles, con l'attivazione dell'articolo 50, non sia obbligato a pagare la quota di 65 sterline.

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