Brexit senza accordo, atenei britannici in allarme: "Rischio crollo studenti e ricercatori"

Nell'attesa che il Parlamento di Londra si pronunci sull'intesa sottoscritta tra la premier May e Bruxelles, crescono nel Paese gli appelli per evitare il no-deal e, di conseguenza, un'uscita traumatica dall'Ue

Il calo di iscrizioni dai Paesi Ue c'è già stato negli ultimi due anni ed è già "preoccupante". Ma quello che le università britanniche temono di più sono le conseguenze di una Brexit senza accordo con l'Ue, che potrebbe portare a un crollo di studenti e ricercatori. E che i rettori definiscono "una delle minacce più grandi che i nostri atenei abbiano mai dovuto affrontare". 

Il grido d'allarme arriva da 150 dirigenti delle maggiori università britanniche. Secondo il Russel Group, che riunisce 24 atenei, nell'anno accademico in corso c'è stato un calo del nove per cento della iscrizioni degli studenti Ue che intendono svolgere ricerche specialistiche negli atenei del gruppo. Questo si aggiunge alla contrazione del nove per cento dell'anno accademico scorso e ha potenziali gravi conseguenze per il settore della ricerca.

Hollie Chandler, analista del Russel Grouo, ha definito il calo "preoccupante" e aggiunto che se il Regno Unito lascerà la Ue senza un accordo l'incertezza presso i possibili futuri studenti europei non farebbe che aumentare. Intanto 150 dirigenti delle maggiori università britanniche hanno scritto al Parlamento per affermare che l'impatto di una Brexit no-deal potrebbe condurre a una "battuta d'arresto accademica, culturale e scientifica da cui occorrerebbero anni per riprendersi".

"I leader delle università sono uniti nella convinzione che "un'uscita del Regno Unito dalla Ue senza un accordo sarebbe una delle minacce più grandi che le nostre università abbiano mai dovuto affrontare", si legge ancora nella lettera. "In quanto settore che contribuisce con oltre due miliardi sterline al Pil britannico ogni anno e sostiene 994mila posti di lavori, è fondamentale per l'economia, le comunità e la società in senso ampio, che le università britanniche prosperino dopo la Brexit - dicono i dirigenti universitari. "A questo scopo il governo deve dimostrare l'ambizione necessaria, mettere in atto le misure e le garanzie adeguate e soprattutto evitare che il Regno Unito esca dall'Unione europea senza un accordo il 29 marzo", concludono.

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