Brexit, Bruxelles avverte Londra: “Niente accordo commerciale se non rispetta impegni”

In vista del vertice Ue di giovedì e venerdì, gli sherpa dei 27 paesi membri chiedono “chiarezza” al Regno Unito sul rispetto dell'intesa sui diritti dei cittadini, frontiera irlandese e conto del divorzio. Nei giorni scorsi, il ministro britannico Davis aveva definito il patto sulla prima fase dei negoziati “non vincolante”

La premier May all'ultimo vertice Ue / European Union

Tutele sui diritti dei cittadini Ue, niente 'frontiera dura' nell'isola irlandese e il pagamento del cosiddetto “conto del divorzio”. Se non verranno rispettati questi impegni, Bruxelles non darà il via alla fase 2 dei negoziati sulla Brexit, quelli che definiranno i nuovi rapporti, soprattutto quelli commerciali, con il Regno Unito. E' l'avvertimento contenuto nella bozza di linee guida che adotteranno i capi di Stato e di governo dell'Ue a 27 nel Vertice di giovedì e venerdì. Un avvertimento che arriva dopo le parole del ministro britannico David Davis che aveva definito “non vincolante” l'accordo raggiunto la scorsa settimana tra la premier Theresa May e la Commissione Ue per chiudere la prima fase dei negoziati. 

L'obiettivo dell'Ue è di evitare che il governo May "torni a comportarsi male", spiega una fonte europea all'Agu. "I negoziati nella fase 2 potranno andare avanti solo se gli impegni nella fase 1 saranno mantenuti. Se ci saranno marce indietro su ciò che abbiamo concordato, ci sarà un impatto negativo sulla seconda fase". Fatta questa premessa, al summit si discuterà delle nuove relazioni che il Regno Unito vuole instaurare con l'Unione europea dopo la Brexit. Come ha detto il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk, “la parte più difficile arriva adesso”. 

I rapporti commerciali

Al centro del dibattito la questione più delicata, ossia i rapporti commerciali. Nei giorni scorsi, fonti Ue e britanniche hanno parlato di una sorta di accordo di libero scambio sul modello del Ceta sottoscritto con il Canada. Per il momento, la bozza di conclusioni del Vertice non va nei dettagli e si limitata a chiedere al Regno Unito “più chiarezza sulla sua posizione sul quadro della relazione futura". Inoltre, i 27 si dicono “pronti a istituire (con il Regno Unito) partnership in settori non collegati alla cooperazione commerciale e economica, in particolare la lotta contro il terrorismo, il crimine organizzato, così come la sicurezza, la difesa e la politica estera".

Il periodo transitorio

Altro nodo da affrontare al Vertice di Bruxelles sarà il periodo transitorio, ossia i primi due anni successivi all'uscita ufficiale del Regno Unito dall'Ue prevista per il 2018. A gennaio, i 27 adotteranno delle linee guida. Nella bozza, si legge che cli accordi transitori "saranno parte dell'accordo di ritiro" e "devono essere nell'interesse dell'Unione, chiaramente definiti e limitati nel tempo". Tutte le regole esistenti, comprese quelle sui bilancio dell'Ue e sulla giurisdizione della Corte europea di giustizia, si "applicheranno" durante il periodo transitorio. "Poichè il Regno Unito continuerà a partecipare all'Unione Doganale e al Mercato interno (con tutte e quattro le libertà) durante la transizione, dovrà continuare a applicare e a raccogliere le tariffe doganali dell'Ue e assicurare che tutti i controlli Ue siano eseguiti alla frontiera nei confronti di paesi terzi", dice la bozza di linee guida. Malgrado il fatto che debba rispettare tutte le regole Ue, durante il periodo transitorio il Regno Unito "non parteciperà più a o nominerà o eleggerà membri delle istituzioni, né parteciperà al processo decisionale delle istituzioni, degli uffici e delle agenzie dell'Ue", precisa la bozza.  

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