L'Italia avrà tre eurodeputati in più. Ma a vincere sono le liste transnazionali, novità per le europee 2019

Approvata dalla Commissione Affari costituzionali la ridistribuzione dei 73 seggi britannici. Roma guadagna scranni ma perde terreno da Parigi. Il via a liste transnazionali in vista delle Europee del maggio 2019: una circoscrizione unica per rafforzare l'appartenenza europea

Plenaria del Parlamento Ue a Strasburgo. © European Parliament 2018

Come previsto l'Italia vince e perde al gioco delle sedie del Parlamento Ue, una danza aperta dalla Brexit e dal conseguente addio dei 73 rappresentanti britannici a Strasburgo. Il Belpaese avrà 3 eurodeputati in più, da 73 a 76, ma vedrà aumentare il divario con la Francia, che passa da 74 a 79. Ma a vincere saranno soprattutto le liste trans-nazionali.

Da 27 a 30 seggi da assegnare in una circoscrizione paneuropea

La Commissione Affari costituzionali della stessa eurocamera, approvando il rapporto sulla nuova composizione del Parlamenti Ue, ha infatti ridistribuito agli Stati membri solo 27 dei 73 seggi britannici lasciando i rimanenti 46 da assegnare in un massimo di 30 tramite una circostrizione transnazionale in cui si presenteranno liste collegate ai partiti europei. L'ottimale, dicono gli eurodeputati, sarebbe 1 deputato per paese, quindi per ora 27 da assegnare tramite questo nuovo metodo. Gli ultimi 16 seggi saranno messi in congelatore in attesa di nuovi allargamenti della Ue.

"L'introduzione di queste circoscrizioni transanazionali rinforzeranno la nozione di cittadinanza europea e il carattere europeo delle elezioni legislative", sostengono gli eurodeputati.

In Europa Renzi tradisce i Socialisti per Macron e Ciudadanos? Il caso delle liste transnazionali 

A questa idea sta lavorando da tempo il PD, un'opzione che è stata rilanciata ultimamente anche dal Presidente francese Emmanuel Macron e da Matteo Renzi e che sarà a breve oggetto di una proposta legislativa da parte dello stesso Parlamento Ue. Oltra a loro, anche il Presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker si è detto interessato all'iniziativa e i governi di centro-destra di Spagna, Irlanda e Belgio l'appoggiano. Le liste apparivano anche nelle conclusioni del recente vertice di Roma dei paesi del Sud, firmate quindi da Italia, Francia, Spagna, Grecia, Cipro e Portogallo. 

Cosa cambia paese per paese

Andando ai numeri, la Francia passerà da 74 a 79 eurodeputati e la Spagna da 54 a 59. Quindi viene l'Italia, che cresce, come si diceva, da 73 a 76, perdendo però lunghezze dai vicini transalpini, e l'Olanda passa da 26 a 29, l'Irlanda da 11 a 13 mentre Polonia, Svezia, Romania, Austria, Danimarca, Slovacchia, Finlandia e Croazia aumentano il loro contingente a Strasburgo di un rappresentante. Tutti gli altri sono rimasti a secco dal gioco delle poltrone, rimangono come sono. La ridistribuzione punta di fatto a limitare la sovra-rappresentazione tedesca, Berlino, che vanta comunque una popolazione maggiore dei soci comunitari, rimane infatti a quota 96, peraltro il massimo concesso dai regolamenti del Parlamento.

La proposta della Commissione Affari costituzionali dovrà venir approvata all'unanimità dagli Stati membri e quindi tornare a Strasburgo per il passaggio definitivo in plenaria. 

  

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