L'Ue tende la mano a May sempre più in difficoltà: “Possibile estendere il periodo di transizione”

La concessione però scatena per proteste in patria di entrambi gli schieramenti politici. I laburisti accusano la premier di “incompetenza spaventosa”, l'ala dura dei conservatori parla di “capitolazione”

Foto European Council

L'accordo tra Unione europea e regno Unito sembra ancora lontano dall'arrivare, e così Bruxelles prova a tendere una mano a Theresa May offrendole un prolungamento dell'eventuale periodo di transizione, per darle il tempo di risolvere i problemi interni alla sua maggioranza. "Probabilmente ci sarà una proroga del periodo transitorio", ha detto al termine del Vertice Ue il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker secondo cui "un no-deal sarebbe dannoso e pericoloso".

Tusk: "Atmosfera migliore"

Al Consiglio europeo di ieri sera e oggi a Bruxelles sulla Brexit "ho percepito un'atmosfera migliore che dopo Salisburgo. Siamo più vicini a una soluzione definitiva. Forse sono più emozioni che sensazioni razionali, ma in politica anche le emozioni sono importanti", ha affermato il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, nella conferenza stampa conclusiva al termine della due. “Ieri abbiamo confermato di voler continuare i negoziati con spirito positivo e dare fiducia a Michel Barnier”, il capo negoziatore di Bruxelles e “io sono pronto a organizzare un nuovo vertice quando saranno stati fatti progressi significativi che per adesso non ci sono”, ha dichiarato Tusck precisando che “l'estensione del periodo di transizione non è stata discussa ieri ma se la Gran Bretagna deciderà che sarà utile per arrivare ad un accordo" i 27 saranno pronti a discutere, ha assicurato.

Le critiche a May in patria

La premier britannica May, tornata stamani in patria dopo l'incontro di ieri, è finita ancora una volta sotto attacco da entrambi i fronti del suo stesso parlamento, pro e anti-Brexit, che l'accusano di non essere in grado di rompere l'impasse negoziale per un accordo a meno di sei mesi dal divorzio dalla Ue. "Si riteneva che questo vertice fosse l'ultima possibilità di giungere a un accordo sulla Brexit ma a causa dell'incompetenza spaventosa e delle lotte intestine all'interno del governo di Theresa May, permane il rischio enorme di non trovare un accordo", ha attaccato il sindaco laburista di Londra Sadiq Khan in un comunicato feroce. Materia del contendere oggi la proposta europea, non sgradita a May, di estendere il periodo di transizione che seguirà il divorzio di Londra da Bruxelles il 29 marzo prossimo, durante il quale il Paese resterà nel mercato unico, e che inizialmente avrebbe dovuto terminare a fine 2020. Mirata a concedere più tempo al negoziato sul futuro rapporto commerciale, l'estensione potrebbe durare "qualche mese", ha detto May, che però ha rassicurato che l'opzione "potrebbe non essere utilizzata".

"Resa"

Ma quella che per l'Europa è una concessione per i britannici è il segnale più chiaro di un fallimento. "Tradimento" ha tuonato il partito eurofobo Ukip, "Resa" ha attaccato il tabloid The Sun, mentre vari dirigenti Tory, tra cui gli ex ministri Boris Johnson e David Davis, hanno scritto una lettera aperta a May mettendola in guardia dal rischio di una "capitolazione" davanti a Bruxelles "La preghiamo di dire chiaramente che non impegnerà il Regno unito al purgatorio di un'adesione perpetua all'unione doganale dell'Ue" scrivono i Brexiteers. La prospettiva di un'estensione non piace neppure ai liberaldemocratici, fiolo Ue. "Prolungare la transizione? E' solo ritardare, ancora un po, la caduta dal dirupo" ha detto Tom Brake, portavoce del partito centrista.

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