La beffa della Brexit: i britannici dovranno pagare le pensioni degli eurodeputati (Farage compreso)

In totale, secondo un calcolo di Politico.ue, il trattamento previdenziale degli ex membri del Parlamento europeo potrebbe costare a Londra 8,7 miliardi. Ma i paradossi non finiscono qui: ci sono anche 22 milioni per aiutare l'Ucraina a entrare nell'Unione. Versati da chi ne sta uscendo

Circa 650mila euro solo al leader dell'Ukip, Nigel Farage, il più acceso sostenitore della Brexit. In totale, 8,7 miliardi per coprire le pensioni di tutti quegli eurodeputati che sarebbero stati a carico anche di Bruxelles ma che adesso, con l'uscita dall'Ue, il Regno Unito dovrà pagare di tasca sua. E' questo uno dei paradossi che faranno storcere non poco il naso ai britannici, soprattutto a quelli che hanno sostenuto la Brexit. Paradossi che fanno parte del controverso “conto” che Londra dovrà accollarsi dopo aver deciso di abbandonare l'Unione europea.

Il "conto" della Brexit

Il conto è il nodo più controverso: secondo alcune indiscrezioni circolate nei giorni scorsi, il Regno Unito dovrà versare tra i 45 e i 55 miliardi di euro per rispettare gli impegni presi con Bruxelles negli anni passati. Una cifra che ha provocato non poche polemiche, sia tra i favorevoli alla Brexit (che avevano puntato la campagna elettorale sui presunti risparmi legati all'uscita dall'Ue), sia tra chi è contrario e che adesso accusa i Bretixer di aver mentito ai cittadini. 

Le pensioni

Di sicuro, tra le voci del conto, secondo quanto ricostruito da Politico.eu, ce ne sono alcune davvero paradossali. Quella sulle pensioni è una di queste,  tanto più perché i vantaggi previdenziali concessi da Bruxelles agli eurodeputati sono stati per anni tra i principali capi d'accusa degli anti-Ue. Tra chi puntava il dito c'era proprio Farage, che secondo un calcolo effettuato da Politico (che tiene conto della aspettativa media di vita dei britannici), dovrà ricevere 570 mila euro. A cui si aggiungono 168mila di buonauscita. Essendo stato il Regno Unito, poi, uno dei paesi membri con il maggior numero di deputati al Parlamento europeo, il conto complessivo potrebbe essere molto salato: 8,7 miliardi, sempre secondo Politico.

L'affitto dell'Agenzia del farmaco

Ma le beffe non finiscono qui. Tra i conti da saldare ci sono anche 162mila euro per il programma che l'Ue ha lanciato per difendere le culture e le lingue europee dall'egemonia “anglosassone”: una serie di progetti per  "sperimentare strategie innovative per la fornitura di versioni sottotitolate di fatti programmazione culturale "nel tentativo di "facilitare lo sviluppo di programmi culturali paneuropei". 

Ci sono poi 750mila euro per l'affitto della Casa dell'Europa a Parigi Ancora più beffarda la situazione legata alle due agenzie Ue che lasceranno Londra, ossia l'Ema e l'Eba, per le quali il Regno Unito dovrà versare 448 milioni per rispettare i contratti di affitto sottoscritti: “Pagheranno l'affitto per un edificio vuoto”, sottolinea Politico.

Altro paradosso: tra i maggiori sostenitori della Brexit ci sono i pescatori britannici, che accusano le normative Ue di aver ridotto i loro affari per favorire i concorrenti di altri paesi membri. Ebbene, in fattura Londra dovrà versare 3,8 milioni per i pescatori della Repubblica Ceca: si tratta di una parte del fondo creato dall'Ue per aumentare la produzione di pesce nei paesi europei senza sbocco sul mare. 

Infine, tra le beffe per i cittadini di Sua Maestà come non contemplare le spese per aiutare l'Ucraina: secondo Politico,  il Regno Unito dovrà versare 22,5 milioni per sostenere Kiev nel suo processo di riforme. Fondi che aiuteranno l'Ucraina, con molta probabilità, ad avvicinarsi al suo obiettivo: entrare a far parte dell'Unione europea. 
 

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