“Basta ora legale”. La Finlandia vuole abolirla, ma le leggi Ue lo vietano

Helsinki sostiene che spostare le lancette puo' provocare danni alla salute. La Commissione europea: “Questione complessa”

EPA/ULI DECK

La Finlandia batte i pugni a Bruxelles. Non per questioni di deficit o di fondi europei, ma perché vuole abolire l'ora legale. La ministra finlandese dei Trasporti, Anne Berber, ha infatti annunciato che il suo paese farà pressioni sulle istituzioni Ue perché dia seguito alla richiesta del governo, sostenuta da una petizione popolare che ha raccolto migliaia di firme, affinché si ponga fine, almeno nello Stato scandinavo, all'ora legale.

La Commissione europea, per il momento, prende tempo: “E' una questione complessa. La stiamo esaminando. Non posso speculare: esamineremo tutti gli elementi e poi diremo qual è la posizione più appropriata da prendere”, ha fatto sapere oggi Enrico Brivio, portavoce dell'esecutivo comunitario. 

L'ora legale fa male?

Il sistema dell'ora legale è stato introdotto tra gli anni '60 e '70 per consentire di sfruttare il più possibile le ore di sole. A oggi, in tutto il mondo, sono una settantina i paesi che lo usano. E una direttiva Ue del 2000 ha posto il divieto per tutti gli Stati membri di abolirlo. Ma in Finlandia l'ora legale non piace alla maggioranza della popolazione. Oltre a ragioni geografiche (nel nord del paese il sole non tramonta per due mesi), il governo di Helsinki ha avanzato anche delle ragioni di salute.

Secondo alcuni esperti consultati dall'esecutivo finlandese, spostare le lancette avanti e indietro provocherebbe disturbi del sonno, anche insonnie prolungate, e ci renderebbe meno attivi durante la giornata. Una sorta di “pigrizia” che avrebbe delle ripercussioni sia sull'economia che sull'industria. Uno studio finlandese del 2016 e uno americano del 2012 segnalano, poi, che due giorni dopo il cambio di orario si è verificato un aumento dell'8% dei casi di ictus, percentuale che arriva al 20% per gli over 65 e al 25% per i malati di cancro e un aumento del 10% per quanto riguarda gli attacchi di cuore.

L'Ue difende il sistema

La Ue, invece, difende i vantaggi che scaturiscono da questo cambio: dal recupero di un'ora, la sera, per lo svago e il riposo post-lavorativo, alla possibilità di dormire un'ora in più e non svegliarsi quando il buio è ancora diffuso (cosa che migliorerebbe l'umore); dalla sincronizzazione più efficace dei trasporti al risparmio energetico.

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