Via le bandiere britanniche dalla Scozia, il governo di Edimburgo ammaina la Union Jack

Da quest'anno niente più bandiera britannica esposta in occasione dei compleanni reali e degli anniversari storici. Si salva solo il Remembrance Day che l'11 novembre celebra la fine della I Guerra Mondiale. I tabloid insorgono, da Edimburgo si difendono raccontando un curioso aneddoto

EPA/FACUNDO ARRIZABALAGA

Nicola Sturgeon, la premier scozzese, "ha ammainato la bandiera britannica". E sempre lei "snobba la Regina". I titoli dei quotidiani di Londra cambiano, ma non cambia il fatto che l'Union Jack non sventolerà più, o quasi, nei cieli di Scozia. Il governo di Edimburgo guidato dallo Scottish National Party, a favore dell'indipendenza e contrario alla Brexit, ha infatti deciso di ridurre da 15 a 1 il numero di occasioni in cui esporre la bandiera britannica dagli edifici pubblici. A farne le spese i compleanni dei reali e diversi anniversari storici, tra questi ultimi se ne salva solo uno: il Remembrance Day che l'11 Novembre celebra in tutto il Commonwealth, in Francia ed in Belgio la fine della I Guerra Mondiale.  

Un suggerimento insospettabile

La notizia è uscita oggi e sulla Sturgeon sono caduti una marea di insulti, a cui però - da Edimburgo - si è risposto facendo presente che l'idea di modificare la celebrazione delle ricorrenze è nata durante un colloquio con....la Regina.

E' stato l'ex premier scozzese Alex Salmond a svelare una conversazione privata tenuta con la Regina Elisabetta a Balmoral nel 2010 in cui la monarca, curiosa per il successo riscosso dal Leone Rampante, la bandiera scozzese chiedeva come mai fosse così amata. Alla Regina Salmond rispondeva che la bandiera scozzese stava a cuore a tutti i tifosi di rugby e calcio del paese e che per questo era così osannata.

Da questo colloquio sarebbe sorta la riflessione su come meglio celebrare i compleanni dei monarchi e Salmond pensò bene che bastava il Leone Rampante oltre agli stendardi reali. La cosa si tradusse in un aggiornamento dei regolamenti, che però sono diventati attuativi solo ora, quando ormai Salmond ha lasciato il posto alla Sturgeon (peraltro al governo dal 2014) ed è stata così lei a catalizzare l'odio dei giornali londinesi. Il racconto di Salmond, peraltro, spiega il caso dei compleanni reali, ma non quello degli anniversari storici, per cui, al momento non c'è risposta all'assenza di Union Jack. 

Un bando pericoloso in tempi di Brexit

Il problema, fanno notare sempre da Londra, è che la decisione delle autorità pubbliche scozzesi si rifletterà inevitabilmente anche sulle associazioni culturali private, portando ad una lenta scomparsa della Union Jack dai cieli scozzesi. Una'eventualità che in quest'epoca di Brexit - verso cui gli scozzesi hanno votato in massa contro - è vista con preoccupazione da chi, uscendo dalla Ue, vuole comunque mantenere l'unità territoriale della Gran Bretagna. 

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