Gilet arancioni a Bruxelles, camionisti dell’Est Europa in piazza contro la riforma del settore

Autotrasportatori bulgari e rumeni manifestano di fronte al Parlamento europeo: “Nuove regole? Faranno fallire 70% delle nostre imprese”

foto Tommaso lecca

Mentre all’interno del Parlamento europeo di Bruxelles si decideva il rinvio del voto sulle misure più controverse in materia di trasporto merci, i sindacati e le associazioni di categoria dei camionisti dell’Est Europa facevano sentire la loro voce direttamente da Place Luxembourg, a pochi metri dall’Eurocamera. “Queste nuove regole sono un atto di prepotenza dei Paesi occidentali”, accusano dal palco i leader della protesta, “e sono in contrasto con l’idea stessa di mercato unico europeo”. Sulle spalle portano gilet arancioni e lavorano soprattutto per compagnie di trasporto bulgare e rumene.

Lo scontro tra ragioni d’impresa e diritti dei lavoratori si ripropone su scala europea. Il testo in discussione prevede regole più stringenti per il trasporto merci su gomma, a partire dal divieto per i conducenti di trascorrere il riposo obbligatorio all’interno del camion e dall’obbligo per le imprese di organizzare i turni in modo tale da consentire al lavoratore di fare rientro a casa almeno una volta ogni tre settimane. Si vuole inoltre riaffermare il principio “stesso lavoro stesso salario”, ed evitare il dumping sociale e la concorrenza sleale tra aziende europee di diversi Stati membri. “Il 70% delle nostre imprese rischiano di fallire”, sostiene Stanka Petrova della Cbrh, l’associazione di categoria degli autotrasportatori bulgari.

“Vogliono equiparare i nostri camionisti ai lavoratori distaccati”, denuncia la Petrova, “e questo è un grave errore perché si tratta di mestieri molto diversi”. La Bulgaria sarebbe, a detta dei trasportatori, il Paese più danneggiato dalle nuove regole. Geograficamente lontana dai mercati dell'Europa occidentale, allo stesso tempo vanta un settore dei trasporti ben sviluppato, che rappresenta quasi il 15% del Pil e impiega direttamente oltre 120mila persone con una flotta commerciale di 65mila camion.  Concorrenza sleale e business del trasporto merci sono le due facce della stessa medaglia. Il rinvio a data da destinarsi degli articoli più discussi del Pacchetto mobilità porterà a una tregua temporanea tra le parti in conflitto, ma è necessario trovare una soluzione ai problemi del settore.

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