Le autostrade italiane sono tra le più vecchie e care d'Europa

Negli ultimi 30 anni la rete è cresciuta in maniera sempre più lenta. E a farla da padroni sono sempre i privati

Foto Ansa Raffaele Verderese

Le autostrade italiane? Sono le più vecchie e le più care d'Europa. Secondo i dati Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) del 2018, la rete autostradale del Paese era lunga 6.943 chilometri. Negli ultimi trent'anni circa (dal 1990 al 2017) sono stati costruiti appena 758 nuovi chilometri (+12,2%), mentre i restanti seimila abbondanti risalgono soprattutto ai trent'anni precedenti. Infatti, come ricorda l'Agi, anche se l'invenzione dell'autostrada viene spesso attribuita all'Italia e in particolare a Piero Puricelli già negli anni '20, fu solo a partire dagli anni '50 e soprattutto '60 (quando fu costruita ad esempio l'Autostrada del Sole) che, nell'ambito della ricostruzione post-bellica, in Italia fu creata una diffusa rete autostradale.

Superati da altri Paesi Ue

Come evidenziato da un report dell'Unione delle camere di commercio italiane già nel 2011, il rallentamento negli ultimi decenni nella costruzione di nuove autostrade ha fatto sì che diversi Paesi europei ci superassero quanto a chilometraggio complessivo. Attualmente, tra i grandi Paesi europei, solo il Regno Unito ha una rete autostradale più ridotta di quella italiana: Germania, Francia e Spagna hanno tutti autostrade più moderne e più estese. Per citare qualche numero, sempre dal rapporto di UnionCamere: fino agli anni '70 "l'Italia aveva una dotazione complessiva di 3.913 km di autostrade ed era seconda solo alla Germania che aveva una rete di 6.061 km. D'altro canto Francia e Spagna presentavano una dotazione che era rispettivamente 2,5 e 10 volte inferiore a quella dell'Italia". Poi le cose sono cambiate. "La Germania nel periodo 1970-2008 ha più che raddoppiato la sua rete autostradale passando da 6.061 km a 12.645, mentre la Spagna ha dato un forte impulso agli investimenti in infrastrutture e in meno di 40 anni è passata da 387 a 13.515 km di autostrade", si legge ancora nel rapporto. L'Italia invece, dopo gli anni '80, quando raggiunse (dato 1990) i 6.185 km di autostrade, ha proceduto a rilento e ora si trova con un gap significativo rispetto agli altri grandi Paesi europei.

Necessari investimenti

Uno studio del 2015 della società di consulenza Deloitte e della Luiss stimava che per raggiungere la media europea di dotazione e accessibilità delle infrastrutture - tra cui anche quelle autostradali - l'Italia avrebbe dovuto investire almeno 283 miliardi di euro (138 miliardi per la dotazione e 145 miliardi per l'accessibilità). Per dare un'idea delle dimensioni dell'investimento, quello che l'Italia spende ogni anno per l'istruzione, circa 60 miliardi, è circa un quinto di questa cifra.

I privati

Come ricostruisce l'Agi oggi la maggior parte della rete autostradale italiana è data in concessione a gestori privati. Autostrade per l'Italia (Aspi) – società controllata da Atlantia, che è a sua volta controllata dalla famiglia Benetton - è il privato che controlla la sezione più consistente: 3.020 chilometri circa dei poco meno di settemila totali. Altri gestori privati - che controllano tratti più brevi - sono, ad esempio, il Consorzio per le autostrade siciliane, Milano Serravalle/Milano Tangenziali, Autovie venete, Autostrada dei Fiori, Società Autostrada Ligure Toscana e altri. La società pubblica Anas (che dal gennaio 2018 è parte di Ferrovie dello Stato) controlla invece 1.300 km circa di autostrade, quindi circa un quinto del totale.

Il pedaggio

L'Italia continua ad avere tra i pedaggi più salati d'Europa. Come verificato in un'analisi Agi del 2018, solo la Francia sembra avere pedaggi mediamente superiori a quelli italiani. In Germania, Regno Unito, Spagna, nei Paesi che usano il sistema delle "vignette" come Austria e Svizzera, e anche negli altri Stati, il costo del transito sulle autostrade è generalmente inferiore a quello dell'Italia.

I morti sulle strade

Al momento manca una mappatura approfondita del rischio sulle autostrade visto che la nuova agenzia voluta dall'ex ministro Toninelli per monitorare la sicurezza delle infrastrutture è infatti nata a inizio 2019 ma ad oggi non è ancora operativa. Secondo i dati Aci (Automobile club d'Italia), confermati anche dall'Istat, le vittime di incidenti stradali nel 2018 sono state 3.334. Un numero in forte calo negli ultimi vent'anni. Nel 2018, i decessi per incidenti avvenuti in autostrada sono stati 258, il 7,7 per cento del totale. Se guardiamo ai soli numeri assoluti, le altre categorie sono nettamente più letali: sulle strade extraurbane secondarie sono morte 745 persone (22,3 per cento), sulle strade extraurbane principali 908 (27,2 per cento) e sulle strade urbane avviene la maggioranza relativa dei decessi, 1.008 (30,2 per cento).

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