Altro che calo: i richiedenti asilo nell’Ue aumentano. E anche le morti in mare 

Pesano i nuovi arrivi da Venezuela, Colombia e Balcani occidentali. Ma preoccupa anche quello che sta accadendo nel Mediterraneo. Tra Libia e Italia

Oltre 200mila persone hanno presentato per la prima volta una domanda di asilo in uno dei 28 Stati membri dell’Ue nei primi 4 mesi del 2019. Si tratta di un aumento netto rispetto all’anno passato: +15%. E nello stesso periodo è cresciuta la quota di migranti morti nell’attraversamento del Mediterraneo, quasi 1 ogni 6 imbarcati. E’ quanto emerge da un’inchiesta condotta dal gruppo editoriale tedesco Funke e dai dati raccolti dall’Onu sugli incidenti lunga la rotta tra il Nord Africa e l’Italia.

I nuovi rifugiati

Sul fronte dei richiedenti asilo, a pesare sono state le tensioni soprattutto nell’America Latina e nell’Est Europa: l’aumento delle domande, infatti, è legato ai nuovi arrivi da Venezuela, Colombia e Balcani occidentali, “i cui cittadini non hanno bisogno di un visto per recarsi nell'Ue”, scrive Politico.

I dati di Funke trovano conferma indiretta in quelli dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (Easo), che a marzo aveva già segnalato un aumento delle richieste del 20% rispetto al 2018. La crescita maggiore, come dicevamo, riguarda colombiani (+156%) e venezuelani (+121%). Quest’ultimi, in termini assoluti, sono al secondo posto dopo i siriani. In aumento anche i potenziali rifugiati provenienti dall'Afghanistan (+36%).

"L'Ue rimane sotto pressione e rimarrà tale per i prossimi decenni", ha affermato Fabrice Leggeri, direttore di Frontex, l’Agenzia europea per il controllo delle frontiere. “L'Ue e i suoi Stati membri – ha aggiunto - devono collaborare in modo più stretto con i Paesi di origine per rendere la vita più vivibile in quei luoghi. La politica non dovrebbe limitarsi alla protezione delle frontiere”. 

Le morti in mare

I dati su migranti e richiedenti asilo potrebbero essere ancora più preoccupanti nei prossimi mesi, quando con l’arrivo dell’estate si dovrebbe intensificare l’azione degli scafisti. A tal proposito, l’Onu ha lanciato l’allarme sui rischi di nuove stragi nel Mediterraneo, anche a causa della mancanza di navi di soccorso (sia delle ong, sia della stessa Ue) e dell’intensificarsi della crisi libica. 

Secondo l’Unhcr, l’agenzia della Nazioni Unite per i rifugiati, e dell’Oim, l'Organizzazione internazionale per le migrazioni, dall’inizio dell’anno a fine aprile sono state 1.940 le persone che hanno raggiunto l'Italia dal Nord Africa. Quasi 350 di queste sono morte durante il percorso: il tasso di mortalità per chi attraversa è oltre il 15%. Un tasso più alto di quello registrato durante la crisi migratoria del 2015. 

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