"Arrestati politici dell’opposizione per critiche al Governo": la fase 2 in Ungheria diventa dittatura

Una legge d'emergenza infligge pene fino a 5 anni per chi diffonde "notizie allarmiste". Fermato per diverse ore un esponente dell'opposizione: "L'ultima volta che accadde fu quando partecipai a una manifestazione anti-comunista nel 1987"

In Ungheria, politici dell’opposizione ed esponenti della società civile sono stati destinatari di arresti, perquisizioni e sequestri dei computer e smartphone per aver condiviso post critici nei confronti del Governo di Budapest e della sua gestione del coronavirus. I provvedimenti della polizia sono legalmente legittimati dalle misure “anti-allarmismo” approvate dalla maggioranza che sostiene Viktor Orban. Lo stato d’emergenza - giustificato dal Covid-19 - consente alla autorità magiare di infliggere pene carcerarie da 1 a 5 anni per la diffusione di “notizie allarmiste”. 

Gli spettri del passato

Come riporta Euractiv János Csóka-Szucs, membro del movimento liberale di opposizione Momentum, è stato prelevato dalla polizia nella giornata di ieri per un post su Facebook riguardante i letti ospedalieri liberati per ordine del Governo, con dimissioni forzate di pazienti ancora in pericolo. L’europarlamentare del suo partito, Katalin Cseh, ha raccontato su Twitter che “i suoi dispositivi sono stati sequestrati”. Il politico è stato rilasciato, “ma non gli è stato nemmeno offerto il trasporto, anche se è disabile”. Szucs stesso ha poi raccontato al sito ungherese 444.hu che l'ultima volta che la polizia lo ha trattato in questo modo fu nel 1987, per aver partecipato a una manifestazione non consentita dalle autorità comuniste.

Le accuse a Orban

“In numerose occasioni abbiamo sollevato obiezioni sulla legge anti-allarmismo sul coronavirus, che è contraria alla libertà di opinione e serve a intimidire giornalisti, società civile e operatori ospedalieri", ha dichiarato Cseh. “Da questi casi è chiaro come Viktor Orban abbia svuotato la democrazia. Sulla carta possiamo tenere libere elezioni e organizzare partiti di opposizione, ma il Governo mira a intimidire le persone, scoraggiandole dalla partecipazione”, ha aggiunto l'eurodeputata. Le organizzazioni internazionali per i diritti civili hanno espresso preoccupazione per le azioni di polizia finalizzate a mettere a tacere i cittadini. Andrew Stroehlein di Human Rights Watch ha scritto che “le autorità ungheresi non accettano critiche al ‘caro leader’”.

Svuotare gli ospedali con la forza

Un altro episodio si è verificato nelle prime ore di mercoledì, quando un uomo è stato interrogato dalla polizia per aver condiviso un post di un politico dell'opposizione che protestava per le dimissioni forzate per svuotare gli ospedali. Gli ospedali pubblici hanno dovuto liberare il 60% di tutti i posti letto disponibili a fine aprile per avere 36mila posti liberi, costringendo molti pazienti alle dimissioni riportate come “premature” dai media locali. Il giornalista Balazs Csekö ha denunciato poi il fermo di un 64enne colpevole di un post critico contro Orban. A partire da mercoledì, l'Ungheria ha registrato 3341 nuovi casi di Covid-19.

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