Amnesty sotto accusa: “Bullismo e umiliazioni sui posti di lavoro”

Un'inchiesta lanciata a Londra dopo il suicidio di due dipendenti lo scorso anno parla di ambiente di lavoro “tossico” con dirigenti che sminuiscono il lavoro dei loro sottoposti

Foto Ansa EPA/DIEGO AZUBEL

Lavoratori bullizzati, umiliazioni pubbliche, discriminazioni e abusi di potere. Un report getta ombre sul lavoro dell'organizzazione dei diritti umani più famosa del mondo: Amnesty International. Sotto la lente è finito il segretariato internazionale con sede a Londra che avrebbe un ambiente di lavoro “tossico”.

Il report è stato fatto da KonTerra Group con l'aiuto di un gruppo di psicologi, dopo che lo scorso anno due membri dell'organizzazione si erano suicidati, e si è basato su un sondaggio su 475 dipendenti, il 70% della forza lavoro della segreteria internazionale, e su una serie di interviste. "Amnesty International ha la reputazione di fare un ottimo lavoro ma di essere un posto difficile in cui lavorare. In molte interviste è stata usata la parola 'tossico' per descrivere la cultura del lavoro di Amnesty fin dagli anni '90”, e diversi hanno parlato di “mancanza di fiducia" e "bullismo" si legge nel report.

Come riporta il Guardian il testo afferma che "ci sono state segnalazioni di manager che sminuivano il personale durante le riunioni, escludendo deliberatamente determinati membri dallo staff o facendo commenti umilianti e minacciosi come: 'Sei una merda!' o 'Dovresti smettere! Se rimani in questa posizione, la tua vita sarà una miseria'”. Il report, che riguarda solo il metodo di lavoro nelle sedi di Amnesty e non giudica il suo operato nel monitoraggio dei diritti umani nel mondo, afferma che queste rivelazioni potrebbero mettere in pericolo la stessa missione dell'organizzazione, in quanto ora che "le spaccature organizzative e le prove di nepotismo e ipocrisia diventano di dominio pubblico saranno usate da governi e da altri oppositori del lavoro di Amnesty per ridurre o respingere il lavoro di Amnesty in tutto il mondo, mettendo fondamentalmente a repentaglio la missione dell'organizzazione".

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