Albania, da Ue ok a riforme ma l’opposizione protesta: “Colpo di Stato”

Il presidente della Repubblica accusa il premier di voler rimuovere i giudici scomodi per piazzare uomini vicini al suo partito. Nel mentre, la Commissione europea conferma il suo benestare all’ingresso di Tirana nell’Unione

Migliaia di cittadini albanesi, sostenitori dell'opposizione guidata dal presidente della Repubblica Ilir Meta, sono scesi in piazza per denunciare un “colpo di stato” contro la Costituzione, accusando il primo ministro Edi Rama di avere legami con la criminalità organizzata. Il Governo di Tirana, nell’ambito dell’approvazione delle riforme richieste da Bruxelles per iniziare i negoziati di ingresso nell’Unione europea, ha approvato un provvedimento che - di fatto - toglie al presidente della Repubblica il potere di bloccare le nomine dei giudici della Corte costituzionale. In forza delle nuove regole, il capo di Stato perde il diritto esclusivo di far giurare i membri della Corte Costituzionale, se non si esprime entro 10 giorni dalla nomina.  

Pulizia nella magistratura

Il provvedimento, bollato subito dall’opposizione come “tentativo di golpe”, è stato deciso nell’ambito di un più ampio processo di riforme mirato a identificare ed espellere dalla magistratura i giudici coinvolti in episodi di corruzione a vantaggio delle organizzazioni criminali. Nel mirino di Tirana ci sono circa 850 magistrati, mentre oltre la metà dei membri della Corte costituzionale hanno dovuto rinunciare al posto.

Le accuse

Il tentativo di rinnovamento del personale giudiziario viene letto dall’opposizione come un tentativo di occupazione dei tribunali da parte del Partito socialista d’Albania, accusato di piazzare i suoi uomini nei posto chiave della repubblica balcanica. “Per difendere la democrazia, il mio primo dovere è quello di guidare la lotta contro il colpo di stato”, ha detto il presidente della Repubblica, Ilir Meta, tra i fondatori del Movimento Socialista per l’Integrazione, formazione nata da una scissione del Partito socialista. 

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Ue conferma il suo appoggio al Governo

Nonostante il sostegno popolare della piazza, la denuncia di Meta non ha trovato la sponda di Bruxelles. Anche ieri, la Commissione europea ha annunciato di voler confermare il suo ok all’avvio dei negoziati per fa entrare l’Albania nell’Ue in virtù delle riforme che “hanno prodotto ulteriori risultati tangibili” nella direzione auspicata dall’Unione.

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