La Commissione apre ad Albania e Nord Macedonia nell'Ue

Il commissario all'Allargamento ha raccomandato l'apertura dei negoziati di adesione. Mogherini: “Un investimento per pace, sicurezza e prosperità”. Ma la Germania frena

Foto Commissione Ue

La Commissione Europea ha raccomandato l'apertura dei negoziati di adesione con Albania e il Nord Macedonia. "Entrambi i Paesi hanno ottemperato alle richieste. Per rimanere credibili in un processo basato sul merito, l'Ue deve rispettare gli impegni e rispondere chiaramente e positivamente quando altri Paesi fanno la loro parte", ha twittato il commissario per l'Allargamanto Johannes Hahn. La Commissione, ha proseguito, "ribadisce la sua raccomandazione dell'anno scorso per l'apertura di negoziati di adesione con entrambi i paesi".

Gli sforzi della Macedonia del nord

Skopje si è particolarmente impegnata per ottenere l'avvio dei negoziati, cambiando il proprio nome da Macedonia a Nord Macedonia per superare il veto della Grecia. Lo Stato “non solo ha proseguito il suo ambizioso programma di riforme, ma ha anche raggiunto un accordo storico con la Grecia, risolvendo una controversia sui nomi di 27 anni, un esempio per l'intera regione e oltre”, ha riconosciuto Hahn. L'elezione alla presidenza, a inizio mese, di Stevo Pendarovski, candidato pro-europeista della coalizione centrista al potere, ha fatto segnare un ulteriore passo in direzione dell'ancoraggio occidentale della Macedonia del Nord che diventerà, l'anno prossimo, il 30esimo membro dell'Alleanza atlantica. Hahn ha poi lodato l'Albania per il fatto ce sta “perseguendo profonde riforme, in particolare una grande trasformazione del suo sistema giudiziario”.

Mogherini: "Sono il futuro dell'Ue"

"I Balcani occidentali sono l'Europa e faranno parte del futuro dell'Ue, di un'Unione europea più forte, stabile e unita. È stato un anno di cambiamenti positivi in tutta la regione, l'Albania e la Macedonia del Nord hanno dimostrato una forte determinazione a progredire sul cammino dell'Ue e hanno ottenuto risultati concreti e irreversibili”, ha dichiarato l'Alto rappresentante dell'Ue per la politica estera, Federica Mogherini, secondo cui “la politica di allargamento dell'Unione europea è un investimento per la pace, la sicurezza, la prosperità e la stabilità dell'Europa".

Berlino frena

L'Ue ha dato un via libera di principio all'apertura dei negoziati lo scorso giugno, ma gli Stati membri aveva allora sottolineato la necessità di ulteriori riforme nei due paesi balcanici. Per l'avvio del negoziato serve l'approvazione formale degli Stati membri al vertice Ue del 20 e 21 giugno. La questione è stata posta nell'agenda del Consiglio dei ministri degli Affari europei il 18 giugno, ma vi sono riserve da parte di Olanda, Danimarca e Francia. In Germania, dove serve il via libera del parlamento, la Cdu-Csu della cancelliera Angela Merkel frena. "Bisognerà aspettare almeno fino ad ottobre", per una decisione dell'Ue, afferma il presidente della commissione affari europei del Bundestag, Gunther Krichbaum, secondo il quale è impossibile il via libera ai negoziati già il mese prossimo.

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