"AirBnb non è un agente immobiliare, vietato ostacolarne le attività in Europa"

L'avvocato generale della Corte dà ragione all'azienda contro un ricorso degli albergatori francesi che chiedevano che il servizio venisse sottoposto alle regole nazionali

AirBnb non opera nel settore immobiliare, ma nel settore della comunicazione. Ne è convinto l’avvocato generale della Corte di giustizia dell’Ue, Maciej Szpunar, nel parere offerto ai giudici che nelle prossime settimane dovranno pronunciare la sentenza sulla causa sollevata da chi ritiene la società un concorrente sleale del settore turistico e degli affitti.

Il ricorso degli albergatori francesi

Il noto portale consultato sempre da più consumatori per trovare alloggi e sistemazioni alternative all’albergo per vacanze o soggiorni brevi all’estero, è stato accusato dagli albergatori francesi di esercitare l'attività di agente immobiliare, in violazione della legislazione nazionale del Paese che prevede regole e limiti chiari per i prestatori di simili servizi. Per l’avvocato generale il fatto non sussiste. AirBnb eroga servizi che ricadono nell'ambito della società dell'informazione, soggetta ad altre regole. Prima fra tutte quella della libera circolazione dei servizi, che gli Stati dell’Ue non possono ostacolare. Uno dei problemi lamentati dai francesi è che AirBnb, per i servizi fuori dagli Usa, ha la sede in Irlanda, Paese che ha un regime fiscale molto favorevole alle imprese: l'aliquota dell'imposta sulle società in Irlanda è tra le più basse dell'Unione, il 12,5% contro il 33,33% della Francia e il 24% dell'Italia, secondo il grafico pubblicato sul sito della Ida Ireland, l'agenzia pubblica che si occupa di attrarre gli investimenti diretti esteri.

Il parere dell'avvocato generale

Szpunar identifica in AirBnb un mediatore, un soggetto che tramite una piattaforma elettronica mette in contatto potenziali inquilini e affittuari per sistemazioni di breve durata. Secondo il giurista se l’intermediario non esercita attività di controllo ma si limita a mettere in contatto domanda e offerta, offre un servizio della società dell'informazione. Il suo lavoro a livello internazionale in Ue non può quindi essere ostacolato o soggetto a leggi nazionali, come quelle appunto della Francia. Ora l'ultima parola spetta alla Corte dei giustizia. L'opinione dell'avvocato generale non è mai vincolante e dunque i giudici non sono tenuti a seguirla. Molto spesso però la sentenza ricalca il parere offerto.

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