In un mese 50 aerei lasciati a terra perché a rischio. C'è anche Ryanair

Si tratta di Boeing 737 che sono stati bloccati dopo che sono state scoperte crepe e lesioni della struttura all'altezza del collegamento tra ali e fusoliera

Foto Ansa

La Boeing ancora nella bufera dopo che è venuto alla luce che per problemi di sicurezza 50 dei suoi 737 sono stati lasciati a terra. La compagnia sta lottando per riacquistare la fiducia di compagnie e passeggeri dopo che in passato i 737 Max sono stati protagonisti di due incidenti, uno avvenuto in Indonesia e un altro in Etiopia e che sono costati la vita a 346 persone.

Notizia tenuta nascosta

Secondo quanto rivelato dal Guardian anche la Ryanair avrebbe recentemente messo fuori servizio tre dei suoi Boeing 737 dopo la scoperta di crepe strutturali sulla forcella che collega le ali alla fusoliera. La notizia però era stata tenuta nascosta dalla low cost che si aggiunge così alla lista di vettori a livello mondiale che hanno riscontrato questo difetto sui propri Boeing 737: tra questi ci sono l'australiana Qantas e l'americana Southwest. Tutti e tre gli aerei coinvolti sarebbero in servizio da più di 15 anni, racconta il giornale britannico, indicando che due si trovano in California per le necessarie riparazioni, mentre il terzo è parcheggiato in un hangar nell'aeroporto londinese di Stansted.

I controlli

I controlli sono stati ordinati dalla Federal Aviation Administration statunitense su tutti i 737 con più di 30mila ore di volo, dopo che alcune aerolinee avevano scoperto crepe e lesioni della struttura all'altezza del collegamento tra ali e fusoliera. È stata poi la Faa ad ordinare lo stop dei 50 velivoli (il 5% di quelli esaminati) che sono stati mandati in manutenzione per riparare le microfratture. L'aeroplano, per la precisione il 737-NG, è uno dei modelli più comuni e utilizzati nel mondo, con circa 7mila velivoli in circolazione.

Ryanair: tutto sotto controllo

La Ryanair, che ne possiede 450, ha affermato attraverso un portavoce di aver effettuato tutte le necessarie ispezioni sugli aerei con oltre 30mila cicli di volo e che attualmente sta ispezionando anche quelli sotto i 30mila, assicurando di non aver riscontrato altri problemi.

La strategia della Boeing

La Boeing stessa ha deciso di mettere in campo una strategia per riacquistare in pieno la fiducia perduta. Fonti della compagnia citate dalla Reuters hanno riferito che sarà investita una somma vicina al miliardo di dollari per avviare un'iniziativa di lungo termine per la sicurezza attraverso la formazione dei piloti, in modo da evitare il ripetersi di incidenti come quelli degli 737 Max precipitati in Indonesia ed Etiopia. In quel caso i problemi avevano riguardato in particolare l'uso di un software che corregge in maniera autonoma il profilo del volo. Il programma rientra in un'iniziativa denominata "Global Aviation Safety" e partirà non appena saranno state completate le modifiche al software di autopilotaggio. La speranza della compagnia Usa è che i 737 Max possano essere autorizzati a riprendere a volare già alla fine di quest'anno.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Venezia, la Lega chiede aiuto all'Ue

  • I Paesi Ue più 'pericolosi' per gli atei? Italia e Spagna

  • "In Italia i centri per migranti sono vuoti". E in 60mila 'fuggono' all'estero

  • Il dietrofront di Farage spinge i Tory che balzano a più 14 punti sui laburisti

  • Elezioni in Romania, sfida al secondo turno tra Iohannis e Dancila. Barna va forte solo all’estero

  • Triste primato per il sud Italia: tra i neo laureati i tassi d'occupazione più bassi dell'Ue

Torna su
EuropaToday è in caricamento