Addio alle carte di identità. Bruxelles contro i documenti italiani: "Non sono sicuri, eliminateli entro due anni"

L'Italia è l'unico Paese Ue che ha ancora le carte di identità cartacee. "Abbiamo bisogno di categorie di sicurezza comuni", assicura il commissario Ue agli interni Avramopoulos, "se non sono sicuri vanno cambiati". Quelli italiani non lo sono

Carte di identità false scoperte a Napoli. ANSA/CESARE ABBATE

"L'unico paese che utilizza le carta di identità cartacee è l’italia, non puntiamo il dito contro l'Italia, ma chiediamo a tutti di sostituirle, in onore di una sicurezza efficace: le autorità devono essere in grado di fidarsi che il titolare del documento sia chi dice di essere". A parlare, da Strasburgo, è il commissario Ue agli interni Dimitis Avramopoulos che boccia la carta di identità di carta italiana, un residuato 'bellico' nell'epoca dei documenti biometrici ed elettronici. I tempi per cambiarle sono stretti: due anni.

Eliminare le carte italiane entro due anni

"Ci sarà un'eliminazione graduale di 5 anni per eliminare gradualmente i formati precedenti", ha affermato ancora Avramopoulos rispondendo ad una domanda sulle nuove misure anti-terrorismo presentate oggi dalla Commissione Ue e il caso delle carte di carta italiane, "eccezion fatta - ha chiarito infatti - per quelli che non sono leggibili dai dispositivi elettronici", ossia le nostre. 

"Abbiamo bisogno di categorie di sicurezza comuni", ha spiegato ancora il commissario, "se gli Stati membri già le producono, non ci sono problemi, ma se gli Stati membri hanno invece documenti meno sicuri, dovranno cambiarli entro due anni". 

Impronte digitali contro le falsificazioni

Tempi ridotti quindi per l'Italia per modificare dei documenti che non reggono il passo con i tempi, sia fisicamente, visto il rapido degradarsi, sia tecnologicamente, vista l'impossibilità a rispettare gli standard di sicurezza comune richiesti da Bruxelles. La proposta di oggi della Commissione punta infatti ad inserire nei documenti di identità anche le impronte digitali, in modo da renderli più sicuri e più difficili da falsificare, potenziando così gli strumenti a contrasto del terrorismo e della criminalità organizzata.

Le carte di identità italiane non cartacee non hanno comunque le impronte digitali, ma per il modello in plastica varrebbero i 5 anni di eliminazione graduale, invece dei 2 di rottamazione rapida chiesta per quelle cartacee.

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