Indagata per diffamazione deputata che aveva denunciato un'aggressione razzista della polizia

Herzberger aveva detto in Aula di essere stata maltrattata dagli agenti perché nera. Ma secondo le autorità la ricostruzione della politica tedesca non corrisponde alla realtà filmata dalle telecamere. L'avvocato della parlamentare promette battaglia

Pierrette Herzberger-Fofana - foto Ansa JOHN THYS / AFP

La procura di Bruxelles ha aperto un'indagine per diffamazione nei confronti dell’eurodeputata tedesca di colore Pierrette Herzberger-Fofana che due settimane fa aveva denunciato un’aggressione “di tendenza razzista” avvenuta - nella ricostruzione della parlamentare - presso la Stazione Nord di Bruxelles. “Ha insultato gli ufficiali e ha cercato di impedire loro il controllo dei sospetti di un caso di grave violenza”, avrebbero riferito fonti delle forze dell’ordine alla testata Het Nieuwsblad.

L'accusa della parlamentare

La politica tedesca nata in Mali aveva sporto denuncia per un presunto episodio di violenza da parte della polizia. Arrivata alla Stazione Nord di Bruxelles per partecipare all’ultima sessione plenaria, aveva raccontata la Herzberger , “ho visto 9 poliziotti che molestavano due giovani di colore”. “Avevo il mio smartphone e ho fatto una foto, nel pieno della legalità”, aveva ricordato l’eurodeputata durante l’inizio dei lavori parlamentari. “I poliziotti - aveva quindi spiegato di fronte a un’Aula ammutolita - si sono diretti verso di me, mi hanno strappato di mano il telefono, quattro di loro mi hanno spinto brutalmente contro il muro”. “Mi hanno preso la borsetta, mi hanno allargato le gambe e mi hanno trattato in modo umiliante”, era stata la denuncia dell’eurodeputata del gruppo dei Verdi.

La ricostruzione della polizia

Audrey Dereymaeker, portavoce della polizia di Bruxelles Nord, dal canto suo ha smentito questa ricostruzione e dichiarato di “non aver capito” il comportamento della deputata e afermando che avrebbe invece agito “come una bambina piccola”. La portavoce ha quindi respinto le accuse di violenza e razzismo. Dereymaeker sostiene che la polizia era stata chiamata alla stazione dal proprietario di un negozio per segnalare due giovani neri che avevano aggredito un migrante marocchino. Arrivata per caso sul posto durante le procedure di controllo, la Herzberger - secondo la versione della polizia - “è stata da subito molto tesa”.  “Ha iniziato a filmarci, soprattutto le persone che volevamo controllare - spiegano le forze dell’ordine - e ha detto che non avevamo il diritto di controllare i neri”. L’eurodeputata, secondo la ricostruzione degli agenti, “ha anche insultato la polizia in tedesco e in francese”. Dereymaeker ha affermato che la situazione è presto diventata tesa quando gli agenti hanno insistito per vedere i documenti di identità della politica e hanno tentato, senza successo, di portarla alla stazione di polizia. “Solo dopo aver insistito siamo riusciti a vedere i suoi documenti e la nostra collega donna poteva ispezionarla secondo le regole”, affermano ancora le forze di polizia. “Tutto ciò che affermiamo qui è stato girato da telecamere di sicurezza”, sostiene la Dereymaeker.

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Un processo in vista

Alexis Deswaef, avvocato della Herzberger, sostiene che le accuse di diffamazione della polizia sono “solo falsità”. “Quel rapporto per diffamazione non è coerente con la realtà, è tutto falso. Dimostreremo in tribunale che stiamo dicendo la verità”, ha detto il legale.

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