Macedonia, accordo con la Grecia sul nome. Adesso la strada verso l'Ue è in discesa

Skopje e Atene pongono fine a una decennale disputa e firmano una storica intesa che potrebbe portare presto il Paese balcanico all'interno dei confini dell'Unione. Soddisfatta Bruxelles

Il premier macedone Zoran Zaev

Non sarà più la ex Repubblica jugoslava di Macedonia o Repubblica di Macedonia, a seconda del riconoscimento internazionale, ma la Repubblica della Macedonia del Nord. Con questa decisione sul nome, la Grecia e il paese dei Balcani occidentali hanno raggiunto un accordo storico che potrebbe aprire all'adesione di Skopje all'Ue.

La disputa sul nome

L'accordo è stato raggiunto ieri sera tra il primo ministro macedone Zoran Zaev e l'omologo greco Alexis Tsipras. La disputa sul nome si trascinava da 27 anni, ossia dal giorno dell'indipendenza della Repubblica macedone dall'ex Jugoslavia. I greci contestavano, tra le altre cose, l'uso del nome "Macedonia" come possibile strumento di rivendicazione territoriale su una regione del Paese ellenico, che si chiama per l'appunto Macedonia.

Le tensioni tra i due Stati sono andate avanti per anni, spinte anche da un forte opposizione trasversale in Grecia a qualsiasi accordo con Skopje. Ieri, l'intesa tra Tsipras e Zaev potrebbe aver chiuso questo lungo braccio di ferro. E adesso, in occasione del prossimo vertice Ue del 28 e 29 giugno, i leader europei potrebbero accelerare il processo di adesione del Paese balcanico (e dell'Albania). 

Soddisfazione da parte dell'Ue

Soddisfazione è stata espressa dalla Commissione Ue: l'accordo tra la Grecia e l'ex repubblica jugoslava di Macedonia, nell'annosa disputa sul nome di quest'ultima, è "un risultato che appartiene ai leader dei due Paesi e alle loro squadre, ma prima di tutto appartiene a tutti i cittadini di entrambi i Paesi e dell'Europa intera", hanno detto l'Alto rappresentante, Federica Mogherini, e il commissario Ue all'Allargamento, Johannes Hahn.

Il leader del gruppo S&D al Parlamento europeo, Udo Bullmann, chede a "tutte le forze politiche di entrambi i Paesi di cogliere questa opportunità e dimostrare che il futuro dei loro Stati e le relazioni di buon vicinato sono più importanti dei tornaconti a breve termine nei sondaggi" e "invita gli Stati membri a dimostrare che coloro che prendono decisioni difficili e raggiungono compromessi vengono premiati" avviando "i negoziati di adesione con l'Unione europea il 28-29 giugno al vertice Ue”.
 

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