Zuckerberg pronto a lanciare il 'bitcoin di Facebook'

Mastercard, PayPal, Uber e Booking tra gli artefici della nuova avventura del re dei social media. Assunti vari lobbisti del settore bancario inglese, che si preparano a fronteggiare le richieste di regolamentazione da parte degli Stati

Foto Ansa EPA/PATRICK HUERLIMANN

Mentre in Italia si discute di minibot, a livello mondiale sta per essere lanciato un nuovo sistema online di pagamenti, potenzialmente capace di sfuggire a tutti i controlli dei governi nazionali o delle banche centrali. Si tratta della nuova criptovaluta che Mark Zuckerberg, proprietario di Facebook, Instagram e WhastApp, è pronto ad annunciare per la settimana prossima ai suoi 2,4 miliardi di utenti. La stampa internazionale specializzata nel settore finanziario dà per certa la creazione di una nuova società per amministrare la moneta virtuale, che può già contare sui pesi massimi del web e del settore bancario come partner aziendali. 

I big sostengono l'iniziativa

Mastercard, PayPal, Visa, Uber, Stripe e Booking.com avrebbero già dato il loro benestare all’iniziativa di Zuckerberg, firmando lauti assegni di finanziamenti. Si calcola che abbiano investito ciascuna circa 10 milioni di  dollari nella società che controllerà la moneta digitale. Impiegati di Facebook lavorerebbero da tempo per applicare la blockchain alla nuova criptovaluta. Si tratta dello stesso registro immutabile di dati che rappresenta la colonna vertebrale su cui si reggono le monete virtuali di successo, come il Bitcoin. In pratica consente di “governare” il sistema di scambio evitando la contraffazione digitale e assicurando il controllo decentralizzato della valuta.  Si tratta di termini che per il momento suonano estranei al grande pubblico, ma che presto potrebbero diventare familiari e ripetitivi non appena inizierà il grande dibattito sul nuovo sistema di pagamento. Su quest’ultimo si fa già fatica a riassumerne i principali interrogativi e preoccupazioni. Dal tasso di cambio sulle valute ufficiali alla variazione dello stesso, dalla contribuzione fiscale alla possibilità di convertire in euro i soldi online.

Il team legale per difendere il progetto

E insieme alle domande arriveranno anche le critiche e le richieste di spiegazioni da parte di legislatori, capi di Governo e giudici che dovranno confrontarsi, per l’ennesima volta negli ultimi anni, con un potere a loro estraneo, con il quale si fa estrema fatica anche a sedersi a un tavolo. Ne fu una prova l’audizione di Mark Zuckerberg al Parlamento europeo di un anno fa, quando il numero uno di Facebook diede una sbrigativa risposta generale e non dettagliata sui tanti interrogativi posti dai capigruppo dell’Eurocamera.  Per fronteggiare le prevedibili critiche e richieste di regolamentazione, Zuckerberg avrebbe già messo su una squadra di lobbisti inglesi, tutti provenienti dal settore bancario. Lavoreranno a Londra sotto la guida di Ed Bowels, già numero uno per l’Europa dell’ufficio Corporate e Public Affairs della banca Standard Chartered.

Project Libra

Un acquisto di peso per la succursale inglese dell’impero del re dei social network, sottolineata dall’importanza data alla notizia dall'autorevole quotidiano economico Financial Times.  Nell’ultimo anno gli addetti ai lavori della nuova criptovaluta hanno operato nel totale riserbo, adottando il nome in codice “Project Libra” (Progetto Bilancia in italiano).

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Ecco gli aerei più pericolosi da non prendere, l'Ue pubblica la 'lista nera'

  • Finlandia, la nuova premier ha 34 anni e due mamme

  • Auto elettriche, 7 Paesi Ue finanziano l'industria delle batterie. C'è anche l'Italia

  • “Stop ai barconi, porteremo 50mila migranti in Europa con i corridoi umanitari”

  • Armi made in Italy in crescita. E Leonardo è nella top-10 mondiale delle imprese belliche

  • “Brucia il Palazzo Ue”, la protesta per il clima di Greenpeace finisce con oltre 50 arresti

Torna su
EuropaToday è in caricamento