Schiaffo di Strasburgo a Putin, Sakharov al dissidente che si trova in carcere in Russia

Il regista ucraino Sentsov condannato a 20 anni per "pianificazioni di atti di terrorismo e sabotaggio", ma Amnesty International ha definito il processo una "farsa d'era staliniana". Tajani: “Sia liberato”

ANSA/AP Photo

Il premio Sakharov del 2018 è un vero e proprio atto d'accusa contro la Russia di Vladimir Putin. Il premio per la libertà di pensiero che il Parlamento europeo assegna ogni anno, è andato al regista ucraino, Oleg Sentsov, che si trova nelle carceri russe. Il presidente dell'Assemblea comunitaria, Antonio Tajani, ha motivato la scelta dei deputati spiegando che il premio è andato a Sentsov per "il suo coraggio e la sua determinazione”, con cui “è diventato un simbolo per la lotta di liberazione dei prigionieri politici in Russia e nel mondo”. “Chiediamo che sia immediatamente liberato", ha aggiunto l'esponente di Forza Italia, secondo cui “la sua liberazione è urgente anche per le gravi condizioni di salute in cui versa a seguito del lungo sciopero della fame”.

Accusato di terrorismo

Sentsov si trova in una in cella d'isolamento nella prigione russa di Labytnangi, oltre il Circolo polare artico. Cineasta diventato attivista e famoso per il film "Gamer", nell'agosto 2015 è stato condannato dal tribunale militare distrettuale di Rostov sul Don a 20 anni di detenzione per "pianificazioni di atti di terrorismo e sabotaggio", in un processo che Amnesty International ha definito una "farsa d'era staliniana". Fiero oppositore dell'annessione della penisola di Crimea da parte della Russia - avvenuta nel 2014 dopo un referendum mai riconosciuto dalla comunità internazionale - Sentsov è stato ritenuto colpevole anche di aver messo in piedi una vera e propria organizzazione terroristica. Nello stesso processo a Sentsov, anche l'attivista Aleksandr Kolchenko è stato condannato a 10 anni di detenzione. Per i giudici, i due hanno organizzato attacchi incendiari negli uffici dell'organizzazione 'Comunità russa di Crimea' e del partito di Putin 'Russia Unita' a Sinferopoli, capoluogo della Crimea. Il regista si è sempre detto innocente.

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La solidarietà internazionale

A favore della sua liberazione si sono mobilitati cineasti di fama internazionale, come Pedro Almodvar, Ken Loach e Wim Wenders, ma anche politici come il segretario di Stato Usa Mike Pompeo e il presidente francese Emmanuel Macron. Gli altri candidati finalisti erano le Organizzazioni non governative che tutelano i diritti umani e salvano la vita dei migranti nel Mediterraneo e l'attivista politico marocchino, Nasser Zefzafi.

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