Erdogan minaccia l'Europa: se parlate di invasione vi manderemo i 3,6 milioni di rifugiati

Bruxelles: “Si fermi l'attacco in Siria, le conseguenze saranno estremamente pericolose”. La Mezzaluna Rossa parla già di almeno 10 vittime tra i civili nel primo giorno del conflitto

Il dscorso di Erdogan ai deputati del suo partito - foto Ansa EPA/STR

L'Europa deve restare a osservare inerme mentre la Turchia attacca le truppe curde nel Nord della Siria altrimenti salteranno i patti sulla gestione dei rifugiati e 3,6 milioni di migranti verranno mandati in Europa. È una vera e propria minaccia quella che arriva da Reep Tayyip Erdogan.

La minaccia

Se l'Europa bolla l'operazione militare lanciata ieri come un'occupazione, ha detto il presidente turco, "apriremo i cancelli e vi manderemo 3,6 milioni di rifugiati". Lo riporta l'agenzia Anadolu che racconta che Erdogan ha parlato dell'intervento militare in Siria ai deputati del suo partito Akp. "Ehi, svegliatevi, ve lo dico di nuovo, se volete inquadrare la nostra operazione là come un'invasione, il nostro compito allora è semplice: apriremo i cancelli e vi manderemo 3,6 milioni di rifugiati", ha detto il presidente.

L'Ue: "Si fermi l'attacco"

“La nostra posizione sull'intervento militare che la Turchia sta intraprendendo nel nord-est della Siria è chiara. Chiediamo alla Turchia di fermarlo. Riteniamo che le conseguenze sarebbero estremamente pericolose”, ha dichiarato dal canto suo Federica Mogherini. L'Alto rappresentante per la politica Estera dell'Ue ha però affermato che fermare i finanziamenti alla Turchia per la gestione dei migranti sarebbe controproducente. “Questi soldi vanno alle agenzia che danno sostegno ai rifugiati Siriani nella regione, Dobbiamo fare attenzione a non far diventare quei rifugiati vittime due volte”, ha spiegato Mogherini.

Erdogan avverte anche la Nato

Erdogan si è scagliato anche contro gli alleati della che a suo avviso "non hanno il diritto di restarsene zitti” mentre un membro dell'alleanza “è sotto attacco", ha detto riferendosi all'articolo 5 del Trattato dell'Alleanza atlantica che prevede un intervento del blocco militare in caso di attacco ad uno dei Paesi membri. In questo modo vuole sostenere la tesi che ad essere sotto attacco sarebbe la Turchia e non le milizie curde che in Siria sono state in prima linea nella lotta all'Isis, e ora sono state lasciate in balia dell'esercito turco dopo il ritiro delle truppe Usa voluto dal presidente Donald trump. Il presidente turco ho poi dichiarato che 109 "terroristi sono stati eliminati dall'inizio dell'operazione" militare turca nel Nord della Siria, come riporta sempre l'agenzia Anadolu. "Noi permetteremo che venga fatto del male a qualcuno durante l'operazione Primavera della Pace", ha detto il capo dello Stato turco, "in modo particolare ai civili".

Le vittime civili

E invece al momento è già di 10 il bilancio dei civili uccisi nelle ultime 24 ore dell'offensiva aerea e di terra turca nel nord-est della Siria, secondo quanto riferisce la Mezzaluna rossa curdo-siriana, pubblicando la lista delle 10 vittime, le loro generalità, le circostanze e il luogo della loro uccisione. L'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria ha parlato di 60mila sfollati siriani fuggiti nelle ultime 36 ore dalle zone dell'offensiva turca mentre l'Unhcr, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, che chiede alle parti di rispettare il diritto internazionale umanitario. "I civili e le infrastrutture civili non devono essere un obiettivo" raccomanda l'Alto Commissario dell'Onu per i rifugiati Filippo Grandi.

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