"Ruspe, macerie e un cantiere aperto": ecco cos'è la sede dell'Ema ad Amsterdam

Visita delle delegazione della Commissione Ambiente del Parlamento Ue ad Amsterdam. L'eurodeputato grillino Piernicola Pedicini: "Per ora solo un cantiere aperto e la sede provvisoria non ha i requisiti richiesti, candidatura Milano resti valida"

Foto di Piernicola Pedicini

"Una ruspa, area vuota, macerie: qui dovrebbe sorgere nel novembre 2019 la nuova sede dell'Ema, nel frattempo l’agenzia occuperà una sede provvisoria che non ha i requisiti richiesti". Così l'eurodeputato grillino Piernicola Pedicini illustra da Amsterdam i lavori, ancora a livello embrionale, per la costruzione della futura sede dell'Agenzia europea del farmaco. "Noi stiamo facendo tutto il possibile - spiega ancora Pedicini - affinché la candidatura di Milano per la sede definitiva dell’Agenzia Europea per i medicinali possa essere ancora considerata valida".

Pedicini è membro della delegazione della Commissione Ambiente del Parlamento Ue che oggi si è recata nella città olandese per fare il punto sul rispetto degli impegni presi dal governo olandese al momento della candidatura di Amsterdam.  

Veduta dall'alto del cantiere dell'Ema

Veduta dall'alto dell'area su cui sorgerà la sede dell'Ema. Piernicola Pedicini

"La sede provvisoria è piccola e condivide il parcheggio con un hotel"

L'eurodeputato grillino non punta il dito solo sullo stato dei lavori per la sede definitiva, ma anche sul livello di forniture di quella provvisoria. Quest'ultima, insiste Pedicini, "copre metà delle esigenze di spazio in termini di metratura e ha altre anomalie come la condivisione del parcheggio con nientemeno che un albergo". "Garantire la continuità delle attività dell'agenzia - continua - era un requisito fondamentale per la valutazione delle proposte, e in tal senso Milano aveva una sede già pronta con una proposta eccellente, ma il governo italiano non è stato in grado di portare a casa il risultato”.

Sul percorso che ha portato l'Ema ad Amsterdam, tramite sorteggio, pesa effettivamente il mancato appoggio ricevuto dalla candidata italiana da Paesi normalmente vicini, come la Spagna, che votò per la soluzione olandese portando la contenda alla monetina.

Bonafè, Pd, "Garantiscono di rispettare i tempi, vedremo" 

"Abbiamo fatto molte domande. Garantiscono di poter rispettare i tempi. Ma sono molto perplessa che un'opera cosi' rilevante possa essere completata in tempo e che non prevedano ricorsi", l'eco di Simona Bonafè, deputato del Pd anche lei in missione ad Amsterdam. 
 

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Commenti (1)

  • se non sarà la città della madre di Jucker sarà sicuramente una città che va bene ai maledetti germanici. L'Italia è tornata ai tempi della repubblica sociale, stato fantoccio nella mani dei tedeschi. Almeno all'epoca c'erano i partigiani.

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