Ema, il Parlamento Ue blocca il regolamento che assegna l'Agenzia ad Amsterdam

No alla proposta della Presidenza bulgara della Ue di chiudere la vicenda Ema senza riconoscere il ruolo di decisore di Strasburgo. Il negoziato sul regolamento resta così aperto, in attesa dell'esito dei ricorsi presentati dall'Italia

L'attuale sede dell'Ema a Londra. EMA. EPA/ANDY RAIN

Il Parlamento europeo dice no al regolamento finale che sancisce il passaggio dell'Ema da Londra ad Amsterdam. Sia chiaro, non è una bocciatura che rimette in gioco Milano, ma è una posizione che blocca la manovra di Commissione e Consiglio Ue che volevano mettere la parola fine alla vicenda regolamentare che, tramite sorteggio, ha portato l'Agenzia del farmaco in Olanda e non in Italia. La mossa del Parlamento guarda infatti più al futuro, per pretendere di codificare nelle norme comunitarie che la scelta sulle prossime sedi di agenzie europee non sia affidate alla sorte ma, piuttosto, al parere degli eurodeputati.

La Via: "Inaccettabile non riconoscere ruolo Parlamento Ue"

"Ho spiegato - racconta all'Ansa Giovanni La Via, il relatore del rapporto sull'Ema per il Parlamento Ue - che per noi l'unica accettabile è una proposta che veda riconosciuto a pieno titolo il ruolo di co-legislatore del Parlamento europeo. I cittadini europei hanno assistito a procedure non trasparenti e a lanci di monetine e sorteggi, e questa prassi deve finire qui. Vogliamo applicare le regole in maniera certa e prevedere il coinvolgimento del Parlamento sin dalle prime fasi della procedura di selezione delle sedi delle agenzie europee". 

La Via definisce "inaccettabili" le proposte del Consiglio, sintetizzate in "una richiesta di una valutazione di impatto da parte della Commissione europea sulle procedure utilizzate negli ultimi anni, invece che di un vero e proprio avvio di una fase di riforma degli accordi che stabiliscono le regole di selezioni delle sedi, come da noi richiesto formalmente, e come richiesto dal Presidente Tajani a nome di tutto il Parlamento". "Tra l'altro - aggiunge La Via - la Commissione ha già negli anni passati valutato questo accordo e sottolineato le diverse debolezze delle regole relative alle agenzie, per cui un ulteriore studio sarebbe oggi inutile. E' evidente a tutti che queste regole non funzionano, i casi Ema e Eba (l'Agenzia di supervisione bancaria andata, sempre per sorteggio, a Parigi, ndr) sono per me cristallini. Bisogna dare spazio ai rappresentanti dei cittadini".

Dai grillini al Pd, tutti contro il regolamento Ue

La posizione di La Via è appoggiata da tutti i partiti italiani. “Basta prese in giro. La proposta della Presidenza bulgara della Ue sulla nuova sede dell'Ema, è inaccettabile perché nega i diritti del Parlamento europeo e di fatto nasconde al ai cittadini lo stato dei lavori per la nuova sede dell’Ema ad Amsterdam. Bene ha fatto il Parlamento europeo a opporsi”, il commento del 5 Stelle Piernicola Pedicini.
 
"Il Parlamento Europeo - l'eco del forzista Maullo - deve essere coinvolto maggiormente, sin dalle prime fasi delle discussioni, e non soltanto a decisione già presa, come è accaduto nel caso di Ema. Il suo ruolo da co-legislatore, da questo punto di vista, deve essere assolutamente riconosciuto. Il tempo delle monetine è finito, serve una riforma delle procedure". 

Guarda ora al futuro Patrizia Toia, capodelegazione Pd: “Tenere aperto il negoziato con Commissione e Consiglio, anche per dare tempo ai ricorsi presentati dalle autorità italiane alla Corte di Giustizia Ue, era il nostro obiettivo ed è il frutto di un lavoro di squadra bipartisan, a cui abbiamo partecipato attivamente come Gruppo S&D, che con i colleghi europei abbiamo portato avanti fin dai primi passi della candidatura di Milano”.

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